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Sarri e il 22 aprile maledetto: da Koulibaly a Motta, bufera azzurra

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Sarri e il 22 aprile maledetto: da Koulibaly a Motta, bufera azzurra

Sarri lo ha rifatto, amici azzurri. Otto anni esatti da quella finale amara con il nostro Napoli, e lui si ripresenta in Copa Italia con la Lazio, pronto a graffiare di nuovo il trofeo.

Incredibile. Nel 2017 ci portò fino all’ultimo atto contro la Juve, un Napoli che volava, che incantava con Higuain, Mertens e Insigne in delirio al San Paolo. Passione pura, calcio totale. E ora? Eccolo lì, a 65 anni, a riviverla.

“È come chiudere un cerchio, ma con più fame”, ha dichiarato Sarri a fine partita, con quel ghigno sornione che conosciamo bene. Parole che fanno tremare i tifosi partenopei. Perché sì, lo sappiamo: se non fosse scappato a Torino per quei due euro in più, oggi staremmo festeggiando altrove.

Polemica vecchia? No, ferita aperta. De Laurentiis lo cacciò nel 2018 dopo lo scudetto sfiorato, e noi restammo con un pugno di mosche. Spalletti, Ancelotti, Gattuso: nessuno ha replicato quel dominio. Sarri sì, lo sta rifacendo pure stavolta.

Ma attenzione, non è nostalgia cieca. La Lazio sua è un rullo, pressing alto, gioco feroce. Come ai nostri tempi. Eppure, qui a Napoli ribollire. E se tornasse? Immaginate un San Paolo in subbuglio, contro la Juve in finale.

La Serie A ci deve uno scudetto rubato. Sarri lo sa. Voi che ne pensate? È ancora il profeta azzurro, o solo un ex che ci tormenta da lontano? Ditecelo sotto, accendiamo la chat!

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