A 48 anni, Francesco Totti ha ricevuto offerte concrete per un rientro in Serie A, ma ha scelto di dire no. In un passaggio della sua autobiografia, l’ex capitano della Roma ha svelato i retroscena sulle proposte arrivate da Genoa e Como, ricostruendo un momento in cui il ritorno al calcio giocato sembrava possibile.

Stando alle informazioni pubblicate da www.areanapoli.it, l’interesse delle due società emerse dopo alcune dichiarazioni a sorpresa di Totti stesso, che in modo scherzoso aveva accennato a una possibile ripresa dell’attività agonistica. Questi cenni non sono passati inosservati, fino al punto che i dirigenti del Genoa hanno bussato alla porta del campione con una domanda diretta: «Ma allora, la vuoi fare o no questa nuova esperienza?».

Il classe ’76 ha risposto mettendosi subito al lavoro con un programma rigoroso fatto di palestra, fisioterapia e dieta, ritrovando una forma fisica più che discreta nonostante i sette anni lontano dai campi: «Mi allenavo e non facevo troppa fatica, il fisico rispondeva bene», ha raccontato. Anche l’allenatore del Genoa dell’epoca, Alberto Gilardino, gli scriveva in chat per sapere se avesse deciso di accettare.

Nonostante la condizione atletica promettente, a fermare Totti è stata soprattutto la fedeltà verso la Roma, un legame che va oltre il campo. «La testa diceva che avrei potuto accettare, il cuore no», ha spiegato il capitano, che si chiedeva se fosse davvero possibile giocare in una squadra diversa dalla Roma. La risposta, per lui, è stata netta: «La Roma era il punto. Non il problema, non lo sarà mai».

Conclude con una riflessione che racchiude la profondità del suo rapporto con il club giallorosso: «Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni». Questo episodio sottolinea come il valore simbolico della maglia giallorossa rimanga imprescindibile per Totti, anche quando la carriera sul campo sembrava poter ripartire.