Il mondo della musica napoletana piange la scomparsa di Bruno Vitale, storico pianista e figura di riferimento per molti appassionati della canzone partenopea. Vitale, che si è spento all’età di 83 anni, ha lasciato un’eredità non solo artistica, ma anche umana, grazie alla sua profonda passione per Napoli e per il Napoli calcistico.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Bruno Vitale era molto più di un semplice musicista: nel corso di oltre cinquant’anni ha accompagnato con le sue note il cantante Antonello Rondi, grande amico e compagno di tante avventure musicali e personali. Rondi, con cui Vitale ha condiviso il palco sin dagli anni ‘70, lo ricorda come un fratello e un compagno prezioso, con cui ha girato il mondo portando alto il valore della tradizione napoletana.
Nel 2024, entrambi sono stati insigniti dal Comune di Napoli per i loro 50 anni di carriera, un traguardo che sottolinea la costanza e la dedizione di Vitale alla musica. Il legame tra i due è difficilmente descrivibile: ai funerali, Rondi ha provato a cantare l’Ave Maria, ma la commozione ha preso il sopravvento, lasciando spazio all’interpretazione del tenore Francesco Malapena, a sua volta cresciuto sotto l’ala protettiva di Vitale.
Non solo musica, però. Bruno Vitale era anche un grande appassionato tifoso azzurro. Un aspetto della sua vita che spesso intrecciava con quella di Rondi, con cui condivideva l’abbonamento nei distinti dello stadio e tanti ricordi indimenticabili, come le emozioni vissute insieme durante le imprese di Diego Maradona. Un altro tassello che testimonia quanto il pianista fosse parte integrante della cultura e dell’anima napoletana, incastonata tra arte e sport.
La scomparsa di Bruno Vitale lascia un vuoto significativo, non solo nel panorama musicale, ma anche nella comunità dei tifosi del Napoli e in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Il ricordo della sua musica, della sua amicizia e del suo amore per la città continuerà a vivere con forza nel cuore di chi lo ha apprezzato, celebrando la sua figura come ambasciatore della napoletanità in ogni ambito.
