Nel cuore del Napoli si allunga l’attesa per il ritorno di Alessandro Buongiorno, difensore che continua a combattere con un infortunio dal risvolto ancora enigmatico. Il noto radiologo Tommaso Ricozzi, intervenuto a Radio Napoli Centrale, ha tracciato un quadro piuttosto insolito sul recupero del centrale piemontese, sottolineando come la natura del problema fisico resti un vero e proprio “mistero”.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Buongiorno ha subito una lesione alla radice del menisco mediale del ginocchio destro, che si è tradotta in un intervento chirurgico effettuato a luglio. Nonostante l’operazione di riparazione, il difensore non è ancora tornato in campo, con un periodo di convalescenza stimato tra i due e i quattro mesi. Questo porta a prevedere un possibile rientro solo dopo la sosta di novembre, un’assenza che pesa in casa Napoli soprattutto in un reparto difensivo molto impegnato.
Ricozzi ha descritto la situazione con parole che mettono in evidenza l’incertezza medica intorno al problema: “Il mistero di Fatima non è ancora risolto e si chiama Buongiorno. Sicuramente il problema è emerso dopo la fine del campionato, ma tra quel momento e l’inizio del ritiro è passato un mese e mezzo e nessuno è riuscito a capire cosa abbia esattamente”. Questa definizione restituisce il senso di frustrazione che circonda il caso, anche perché la gestione del recupero non è lineare e lascia aperte molte domande.
Il discorso si allarga brevemente anche ad altri infortunati dei partenopei, con un riferimento a McTominay: “Il problema che ha avuto non è serio e si risolverà. I tempi di recupero dipendono molto dalla condizione fisica dell’atleta”.
Il Napoli dunque dovrà fare a meno di uno dei suoi centrali in un momento cruciale della stagione, affidandosi alla pazienza e al lavoro medico per vedere al più presto Buongiorno tornare a dare affidabilità al reparto difensivo. Il recupero è lento e complicato, ma la stima temporale porta a sperare in una sua presenza dopo il prossimo break di campionato, un dettaglio che condiziona non poco le scelte tattiche e le rotazioni di Spalletti nelle prossime settimane. Resta quindi aperta la partita del recupero, forse la più delicata per un calciatore che in questo momento rappresenta un’incognita da risolvere.
