Nel momento in cui il Belgio si prepara a mettere a fuoco la fase decisiva della stagione, Roberto Sosa rompe gli schemi e difende Kevin De Bruyne con una lucidità che arriva dritta al pubblico azzurro. Se gli osservatori fissano lo strumento infortunio e la distanza dalla sua forma migliore, l’ex attaccante del Napoli preferisce guardare al talento puro e alla capacità di influenzare una partita anche in condizioni non ottimali.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, l’analisi di Belgio-Francia proposta dall’ex centravanti argentino smentisce la narrativa prevalente: De Bruyne non è un giocatore spento, ma un centrocampista che resta decisivo nonostante la riduzione di ritmo dovuta ai postumi dell’infortunio. E proprio dall’ultima sfida internazionale arriva la conferma di una lettura diversa sulla prestazione del belga: una partita “straordinaria” anche se non concretizza in porta.

“Critiche sulla prova di KDB contro la Francia? Ieri De Bruyne ha giocato una partita straordinaria. Ognuno vede il calcio come vuole. Non ha fatto un solo tiro in porta? Però si è mosso bene, molto bene. L’ho visto cattivo, aggressivo, ha preso un cartellino giallo. Non ha centrato la porta, ma ho visto cose positive.” Così Sosa ribalta i giudizi televisivi e stampati, spostando l’attenzione sulla dinamica del gioco e sulla funzione di De Bruyne all’interno di un contesto tattico che pretende molto dalla sua rivoluzione creativa.

Il paragone con i tempi d’oro al Manchester City resta fuori dal campo, ma non del tutto ignorato: “Forse mi sono accontentato di poco, visto ciò che ha dato nell’ultimo periodo, ma gli anni passano per tutti e non possiamo paragonare questo Kevin a quello del Manchester City.” Eppure, prosegue l’ex numero 9, la classe resta immensa: “Eppure, ha una fantasia così enorme da farmi divertire ogni volta che tocca il pallone.” La chiave non è la nostalgia, ma l’adeguamento del giocatore a una nuova realtà tattica: “Conte e Allegri lo hanno inquadrato sempre dal punto di vista tattico, gli chiedono dei ruoli ben precisi. Quando la tattica diventa più importante della fantasia, però, anche un campione come Kevin fa fatica.”

Nel mirino di Sosa resta la proiezione fisica: il centrocampista belga ha vissuto un infortunio grave, e la sua ripresa diventa una metafora per calibrare aspettative e realtà sportive. “Se una sera fate un po’ più tardi – dice l’argentino rivolgendosi ai conduttori di Radio Marte, Gianluca Gifuni e Dario Sarnataro – se andate a cena, prendete un bicchiere in più e prendete un po’ di freddo e avete mal di gola, il giorno dopo riuscirete bene a fare il programma con la vostra voce?” Una rotta di lettura, quella di Sosa, che usa l’analogia per sottolineare quanto sia difficile tornare ai ritmi precedenti dopo un infortunio grave.

E se il confronto con Del Piero è pesante, l’ex azzurro lo ammette senza veli: “Vi posso garantire che l’infortunio che ha avuto De Bruyne è stato gravissimo e va a levare una parte importante delle sue capacità muscolari. Sono passati 5-6 mesi? Ma anche Del Piero non è mai più tornato lo stesso, dopo essersi fatto male. Pur essendo sempre un fenomeno, come lo è De Bruyne.” Una riflessione che nessuno può liquidare come facile.

“Io ho un debole per Kevin, mi fa impazzire.” E, infine, l’osservazione che chiude il cerchio: “In molti confrontano questo De Bruyne a quello del passato, e credo che sbagliano.” Sosa resta convinto che la realtà sportiva di De Bruyne sia diversa ma ugualmente meritevole di considerazione: non una mitologia del recupero, ma una lettura di una stagione in fase di consolidamento, con l’obiettivo di tornare a essere decisivo in campo aperto e in gabbia tattica. Napoli, a suo modo, applaude questa fiducia: il resto è questione di tempo e di continuità.