Il dibattito sull’utilizzo del VAR in Serie A si riaccende dopo la quinta giornata di campionato, con tre episodi che hanno suscitato perplessità sull’attenzione e l’intervento degli arbitri e della tecnologia in campo. La questione coinvolge anche il Napoli, protagonista di uno degli episodi più discussi.
Durante la sfida tra Fiorentina e Napoli, un contatto in area tra Dragusin e Hojlund, nel cuore dell’azione di gioco, non è stato giudicato come fallo da rigore né dall’arbitro Doveri né dal VAR Gariglio. Questo episodio, messo sotto la lente d’ingrandimento da Maurizio Pistocchi in un suo intervento su X, rappresenta una delle tre situazioni in cui, a suo avviso, la necessità di un penalty sarebbe stata evidente.
Pistocchi ha indicato anche un episodio analogo all’interno di Bologna-Torino, dove il contatto tra Heggem e Oristanio non ha portato alla concessione di un calcio di rigore né all’intervento del VAR Santoro. Infine, l’attenzione si è spostata sulla partita Juventus-Atalanta, in cui una trattenuta prolungata di Kalulu su Rowe è stata ignorata sia dall’arbitro Zufferli che dal VAR Marini.
Questi tre episodi sollevano interrogativi sul ruolo e sull’efficacia dell’assistenza video, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni e scelte di Daniele Orsato, designato come responsabile della VAR room in Serie A. Pistocchi ha infatti sottolineato come Orsato sembri voler ridimensionare l’uso del VAR, lasciando maggior potere decisionale agli arbitri in campo, definendolo quasi come un “spegnere” lo strumento per favorire un flusso di gioco più spontaneo.
Questo ridimensionamento del VAR può avere implicazioni importanti sulle prossime giornate, in cui l’attenzione ai dettagli arbitrali sarà determinante soprattutto per club come il Napoli, che ambiscono a un campionato competitivo e puntano a una gestione più precisa degli episodi chiave.
Come emerge dalla ricostruzione di www.areanapoli.it, l’attuale equilibrio tra arbitri e tecnologia sembra bilanciarsi su un filo sottile, con un possibile cambiamento di rotta in vista che dovrà essere valutato attentamente da società, tecnici e tifosi, in attesa di capire se questa nuova linea garantirà maggiore chiarezza e giustizia sportiva sul campo.
