Dopo la rimonta in Turchia e la prima vittoria in Nations League, Mancini torna a guardare avanti. A Coverciano è tempo di mettere a punto l’assetto per la sfida contro la Francia, in programma venerdì 2 ottobre alle 20:45. Il tecnico azzurro ha davanti a sé una vera e propria cartina tornasole: l’Italia dovrà confermarsi dopo Bursa, ma con una formazione che possa garantire freschezza, equilibrio e proiezione offensiva contro una Francia ambiziosa.
Nel pomeriggio, i giocatori che hanno riposato ieri hanno lavorato a parte, mentre i dieci che sono rimasti a disposizione a Coverciano hanno sostenuto una sessione di intensità mirata. L’obiettivo è chiaro: arrivare al match con una rosa pronta a cambiare pelle in base all’avversario e al momento della stagione. Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, la sfida lancia già una serie di domande per Mancini: Kayode potrebbe essere confermato sulla destra al posto del capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo, scelta che confezionerebbe un reparto avanzato più dinamico e meno prevedibile. Ma non è l’unico nodo da risolvere.
A centrocampo, la duttilità resta la parola chiave. Tonali è in dubbio: sarebbe la terza partita in sette giorni e presumibilmente l’allenatore vorrà dosare le energie in una finestra di calendario molto serrata. Frattesi, invece, resta una garanzia: l’azzurro di razza, capace di incidere con la sua aggressività e la tigna in zona gol, sembra destinato a reggere l’urto dell’impegno‑chiave. In mezzo al campo potrebbe dunque nascere una sorta di alternanza di mezze ali, con Barella e Calafiori pronti a inserirsi in caso di necessità, e Tonali che resta in ballottaggio fino al fischio d’inizio.
Qualche dubbio anche in attacco. Pio Esposito potrebbe cedere il posto a Kean, per dare freschezza e spinta offensiva contro una difesa francese che vede soluzioni rapide sulle corsie esterne. L’allenatore ha ampio range di scelta sugli esterni: Maldini, Sebastiano Esposito, Zoma, Cambiaghi, Inacio e Vergara (del Napoli) competono per i due slot disponibili. Quest’ultimo è una possibilità concreta anche se partire dall’inizio resta una ipotesi; a gara in corso non è da escludere un ingresso dell’ex talento azzurro partenopeo.
Intanto, un fatto rilevante riguarda l’ambiente di ritiro: Raspadori ha lasciato l’allenamento, una scelta che potrebbe aprire ulteriori rotazioni o accelerare la sperimentazione di nuove combinazioni offensive. Le decisioni tattiche di Mancini si intrecciano con la necessità di non sovraccaricare la squadra in una fase di calendario molto conservativa e competitiva: la Francia è un banco di prova diverso rispetto alla Turchia, sia per stile di gioco sia per intensità.
In questa cornice, l’Italia si presenta con l’opportunità di mostrare una versione più completa e meno prevedibile rispetto al recente passato. L’allenatore punterà su rotazioni mirate e su una gestione più o meno differenziata della scesa in campo: Kayode potrebbe dare profondità e rapidità sulle corsie, mentre Frattesi garantirebbe chiusura e pressing alto. L’exploit offensivo di una formazione che alterna esplosività sulle fasce a piede educato in mezzo al campo potrebbe essere la chiave per mettere in crisi la linea difensiva avversaria.
La partita contro la Francia non è solo un test tecnico. È anche una finestra sul futuro della rosa azzurra: Vergara, Inacio e altri giocatori in orbita Napoli hanno la chance di consolidare la loro posizione all’interno di una squadra che, per caratteristiche, potrebbe aver bisogno di un’iniezione di giovani talenti per consolidarsi nei prossimi impegni internazionali. L’esito del match, pur restando una gara a sé, potrebbe definire gerarchie, rotazioni e margini di scelta per Mancini nel lungo periodo.
Il prossimo appuntamento resta fissato: venerdì 2 ottobre, ore 20:45, Francia‑Italia. L’Italia arriva a questa sfida con una base più ampia rispetto a Bursa e con una varietà di profili in corsa per un ruolo da protagonista. Per Napoli, la valutazione è semplice: se Kayode o Vergara dovessero emergere tra i titolari, significherebbe un segnale tangibile riguardo la loro crescita e la capacità di incidere su palcoscenici importanti. Il calendario è breve, ma la voglia di dimostrare chi siamo resta alta.
