Italia, Mancini cambia pelle e trova la chiave: vittoria azzurra in Turchia che rilancia la Nations League

In una serata di Bursa segnata da pioggia insistente, l’Italia esce dal campo con le ossa indurite ma la testa alta: un 4-1 che dice molto sulla stagione fin qui, ma soprattutto sul modo in cui questa Nazionale può crescere insieme. Tre giorni dopo la sconfitta contro il Belgio, la squadra di Mancini risponde presente, mettendo in chiaro di possedere una personalità collettiva Capace di imporsi fin dai minuti iniziali.

Come emerge dalla ricostruzione di www.areanapoli.it, la chiave della serata è stata la compattezza e l’equilibrio del tridente alto che ha costretto la Turchia a inseguire. Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito hanno costruito gran parte del successo, ma è stato soprattutto il lavoro di reparto a dare una cornice solida al punteggio. In tribuna è mancato solo un nome: Raspadori, non per scelta individuale ma per una gestione collettiva. “Giacomo ha avuto un problema e temevamo di toglierlo dopo 5′ nella ripresa, abbiamo preferito toglierlo subito”, ha spiegato il ct, rimarcando che la scelta è stata dettata dall’esigenza di preservare l’assetto generale.

Nel racconto del campo, Mancini non è andato a cercare eroi singoli. Ha puntato sull’idea che la presenza costante di tutto il gruppo possa fare la differenza, soprattutto in una serata segnata dalle condizioni: “Giocavamo su un campo dove pioveva da un giorno, era normale una reazione, ci stava tutta”. E la risposta degli azzurri è stata all’altezza: un primo tempo di dominio che ha spinto la Turchia sull’orlo della disperazione e ha chiuso la metà iniziale sul 3-0, con Bastoni e Frattesi protagonisti a certificare la bontà di una tattica aggressiva ma controllata.

Non si tratta solo di un risultato: è la fiducia che nasce dall’unità. “Tutta la squadra ha giocato molto alta, siamo stati bravi tutti. Raspadori ha cercato lo spazio che gli avevamo detto di cercare”, ribadisce Mancini, sottolineando che anche chi è chiamato a subentrare o a deliziare con improvvise invenzioni può incidere. La ricetta, insomma, non è una ricetta segreta, ma una concatenazione di scelte che privilegiano la fase offensiva collettiva senza trascurare la compattezza difensiva.

Il momento è significativo perché traccia una strada: la Nazionale sembra aver ritrovato una solidità di gruppo utile per affrontare impegni pesanti. Il 4-3-3 alto, che ha messo in difficoltà la manovra turca di Montella fin dalle battute iniziali, sembra poter restare una freccia nell’arco di Mancini. E ora, dopo una serata in cui anche i debuttanti hanno saputo farsi valere, l’attenzione si sposta verso Parigi. “Adesso cercheremo di recuperare le forze, abbiamo giocatori freschi a casa e andremo a giocare a Parigi. I debuttanti hanno fatto bene per essere alla prima partita”, conclude il tecnico, lanciando la sfida al prossimo ostacolo senza nascondere la consapevolezza di quanto sia importante mantenere questo slancio.

In chiusura, la serata in terra turca ribalta la percezione di una Nazionale che aveva bisogno di una scossa: non è solo il risultato, ma la consapevolezza di poter imporre un’identità chiara, fatta di ritmo alto, compattezza e fiducia nei mezzi del collettivo. E se la strada si prospetta faticosa, la sensazione è che Mancini abbia trovato una formula utile per rimanere competitivi in una stagione lunga e impegnativa. Il prossimo appuntamento a Parigi aspetta, e l’Italia arriva con una base solida su cui costruire.