L’avvio della nuova Italia guidata da Roberto Mancini si incaglia subito contro un Belgio dominante e ben organizzato, che nei primi trenta minuti di gioco ha imposto un’impressionante supremazia tecnica e tattica. La retroguardia azzurra ha sofferto immensamente, apparendo spesso disorientata e incapace di contenere le incursioni avversarie, rischiando di subire un passivo molto più pesante senza l’intervento decisivo di Gianluigi Donnarumma.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il portiere del Paris Saint-Germain è stato il protagonista indiscusso di un avvio di partita nel quale i Diavoli Rossi hanno tirato ben dieci volte, di cui cinque nello specchio della porta, producendo un valore di Expected Goals (xG) pari a 2.00 — un dato che racconta la netta superiorità degli ospiti sul piano offensivo. Il rientro del Commissario tecnico Mancini sulla panchina azzurra non è dunque partito con il piede giusto, con la squadra evidenziata in difficoltà tanto nelle marcature individuali quanto nella gestione del proprio possesso palla.
La luce del Belgio è stata ancora una volta Kevin De Bruyne, il quale ha orchestrato con maestria il palleggio e le combinazioni dei suoi, sfornando l’assist per Mika Godts, autore del gol che ha sbloccato il risultato. La forza della nazionale di Van Bommel si è basata su un’intensità elevata e una continuità di gioco tale da mettere in grande difficoltà il sistema difensivo italiano, incapace di reagire efficacemente se non alla singola iniziativa di Kean.
Questa prestazione, pur mostrando i limiti attuali della rosa azzurra, offre spunti di riflessione per Mancini in vista delle prossime uscite di Serie A e internazionali, soprattutto sul fronte della solidità difensiva e della capacità di reagire di fronte a squadre ben organizzate e aggressive. Un test rigoroso che mette subito alla prova un gruppo da ricostruire, con l’obiettivo di ritrovare equilibrio e personalità in campo.
