La Juventus chiude il bilancio 2025/26 in rosso, con una perdita consolidata di 66 milioni di euro, ma ai margini emerge un maggiore controllo sui costi operativi. Una fotografia che rinforza l’idea di una stagione di ristrutturazione intensa, in un campionato dove anche Napoli osserva i numeri come parte integrante della competizione sul campo e sul mercato.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, i ricavi e i proventi si sono attestati a 474,7 milioni di euro, in calo del 10,4% rispetto all’esercizio precedente (529,6 milioni). Il dato non è casuale: la compressione dei ricavi è il cuore del bilancio, e la Juve si trova a fronteggiare un trend sfavorevole che impatta sul gioco sportivo e sulla gestione.
Il rallentamento è stato trascinato principalmente dal calo dei proventi legati alla gestione dei diritti dei calciatori, che hanno perso 51,9 milioni, e dai diritti audiovisivi e media, scesi di 31,9 milioni. Di questi ultimi, 27 milioni derivano dal mancato introito legato al Mondiale per Club, una perdita significativa che ha inciso sull’intero bilancio e sulla capacità di programmare la stagione.
Sul versante dei costi, la Juventus continua a mettere in atto un percorso di contenimento. I costi operativi sono scesi da 405,7 a 363,6 milioni di euro, con un risparmio di 42,1 milioni. Le voci interessate includono riduzioni negli acquisti temporanei di calciatori, nel personale tesserato, negli oneri sui diritti pluriennali e nei servizi esterni. Un segnale importante, ma non sufficiente da solo a invertire la tendenza negativa.
Non mancano, però, costi non ricorrenti che hanno pesato sul risultato finale: tra questi la cessazione anticipata dei rapporti con l’allenatore e senza dubbio svalutazioni, oltre alla sanzione UEFA prevista dal Settlement Agreement. Una serie di oneri che, insieme alle contrazioni di ricavo, spiegano la perdita.
Le prospettive per la stagione 2026/27 restano complicate. La Juventus prevede un altro anno di risultato e cash flow negativi, in parte a causa della partecipazione in Europa League anziché in Champions League. Il calendario europeo è stato definito: l’esordio è contro il NEC Nijmegen, il 17 settembre. Il rinnovato focus su una possibile ripartenza in Champions League viene messo in attesa, con l’auspicio che i risultati sportivi tornino a essere in linea con le stagioni precedenti.
Per Napoli, la lettura è emblematica: una Juventus che continua a rivedere la propria struttura e a mirare a una gestione più sostenibile potrebbe cambiare le dinamiche del mercato italiano e, indirettamente, offrire nuove finestre di opportunità o scenari da valutare nel confronto diretto tra le due squadre. La solidità finanziaria resta, in ogni caso, un fattore chiave per pesare sul campo e fuori.
Nel complesso, la tonica del bilancio suggerisce una stagione di make-up economico prima che di exploit sportivo. E se la Juventus consolida la riduzione dei costi, resta da capire quale sarà la capacità del club di tradurre quel contenimento in una crescita competitiva nei prossimi mesi. Il prossimo aggiornamento ufficiale arriverà mano a mano che si avvicineranno i nuovi appuntamenti europei e le decisioni di mercato, con Napoli pronto a leggere le mosse avversarie e a calibrare le proprie strategie sul campo e fuori.
