Il recente episodio di Juventus-Atalanta ha riacceso il dibattito sull’efficacia del VAR in Serie A, sollevando un interrogativo ormai diffuso tra addetti ai lavori e appassionati: quale futuro per la tecnologia in campo? La mancata concessione di un rigore chiaro per fallo di mano su Rowe da parte dell’arbitro Zufferli, senza intervento da parte della sala VAR, ha fatto esplodere critiche pungenti durante la puntata della Domenica Sportiva.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, l’ex bomber Francesco Graziani ha lanciato una sentenza perentoria: “Il VAR è morto”. Il suo ragionamento si basa sulla frustrazione di non vedere un chiaro episodio come quello su Rowe corretto, nonostante la tecnologia sia pensata proprio per evitare questi errori: “Dov’è la mia telecamera? Rigore netto, sacrosanto. È impossibile che non intervenga il VAR su un’azione così evidente”. Per Graziani il mancato utilizzo equivale a decretare la fine dell’autorevolezza del VAR.

Parallelamente, Daniele Adani ha elevato ancora di più il livello delle critiche. L’ex difensore si è detto incredulo di fronte a quanto accaduto, definendo la situazione quasi uno schiaffo alle regole del gioco: “Questo mancato rigore significa ammettere che il regolamento è un optional. È come dire che puoi tirare la maglia e non succede nulla”. Il suo commento, più duro, sottolinea come una decisione del genere non sia un semplice errore, ma una scelta che rischia di minare la credibilità dell’intero sistema arbitrale.

Le parole di Graziani e Adani rappresentano un campanello d’allarme per la Serie A, che si trova a dover fare i conti con una tecnologia che spesso sembra non incidere in modo decisivo sulla giustizia sportiva. Il confronto sulla correttezza delle decisioni arbitrali è destinato a proseguire, soprattutto perché episodi come quello di Juventus-Atalanta influiscono direttamente sulla credibilità dell’intera competizione.

Resta da vedere quale sarà la reazione delle istituzioni calcistiche rispetto a questi segnali di malessere e se verranno adottate soluzioni per riportare autorevolezza e chiarezza nell’uso del VAR, elemento che – almeno a parole – dovrebbe rappresentare un passo avanti decisivo per il calcio italiano. Nel frattempo, la discussione sull’efficacia della tecnologia è tutt’altro che chiusa.