Roberto Mancini prepara l’Italia a un nuovo inizio tattico in Nations League, con un assetto più aggressivo e dinamico rispetto al passato. Venerdì allo Stadio Olimpico di Roma, cuore simbolico del trionfo azzurro di Euro 2020, gli Azzurri sfideranno il Belgio di De Bruyne, componente chiave anche nel Napoli.

Il commissario tecnico conferma il 4-3-3 come modulo di partenza ma con la capacità di adattarsi a un 4-2-3-1 a gara in corso, cercando di imprimere una maggior verticalità nel gioco e un pressing più costante e intenso. L’identità tattica disegnata da Mancini si discosta dall’abitudine a un possesso palla sterile, puntando invece su rapidità di esecuzione e aggressività. Questo cambio richiede ai giocatori una preparazione fisica di alto livello, considerata anche la complessità del calendario che metterà l’Italia di fronte a sfide impegnative come quelle contro Turchia e Francia.

Sul fronte formazione, il tecnico deve gestire assenze importanti per squalifica e infortuni, come quelle di Bastoni, Buongiorno, Palestra, Dimarco e Locatelli. A Coverciano, la sessione di allenamento ha visto Mancini sperimentare con tutti e 34 i convocati, alla ricerca di alternative funzionali e valorizzando soprattutto i giovani emergenti. Tra loro si è distinto un Vergara molto attivo e spettacolare nel ruolo di ala destra, con una presenza acrobatica che ha colpito anche sui social.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il tecnico ha provato in allenamento una chiara distribuzione dei ruoli: Donnarumma guida i portieri insieme a Carnesecchi, Vicario e Pessina; sulle fasce difensive a destra trovano spazio Kayode e Di Lorenzo, mentre al centro Mancini si affida a Mancini, Ghilardi e Kouadio; a sinistra si alternano Bastoni, Scalvini e Coppola, con terzini come Calafiori, Ahanor e Ruggeri. A centrocampo si registra una flessibilità con Barella, Fagioli e Doumbia a destra; Tonali e Frattesi sulle mezzali sinistre; mentre Romano, Mandragora e Ricci agiscono da registi. In attacco, oltre a Vergara, il reparto offensivo vede Zaniolo e Cambiaghi sulla destra, Inacio, Raspadori, Maldini e Zoma a sinistra, con centravanti come Pio Esposito, Kean, Scamacca e Sebastiano Esposito.

Questo nuovo assetto riflette la volontà di rilanciare un gruppo in evoluzione con pochi superstiti della squadra che cinque anni fa volò alla conquista dell’Europa. L’Italia di Mancini si presenta pronta a una trasformazione necessaria per affrontare una Serie A e un calcio internazionale in continui cambiamenti. Il debutto contro il Belgio rappresenta una prima tappa cruciale per testare questa nuova impostazione e le ambizioni della Nazionale rimangono elevate, nonostante le difficoltà strutturali.

Guardando avanti, sarà interessante capire come verranno impiegate queste nuove soluzioni tattiche e quanto spazio avranno i giovani talenti messi alla prova in questa fase di preparazione. Mancini deve gestire il difficile equilibrio tra esperienza e innovazione, con l’obiettivo di rendere l’Italia competitiva in un contesto internazionale sempre più esigente.