Napoli fa un passo decisivo verso Euro 2032: la città punta a ospitare una o due gare, e il Maradona potrebbe trasformarsi in palcoscenico ideale per un torneo che mette in luce infrastrutture moderne e progetto sportivo ambizioso. La prima tappa ufficiale è stata superata: la PEC della FIGC è arrivata a Palazzo San Giacomo.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Napoli sarebbe tra le candidate principali per accogliere una o due partite del 2032, entrando in una lista che comprende Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Non significa che la città partenopea farà da host ufficiale, ma rappresenta la conferma di una scrematura importante tra le 13 proposte presentate. Euro 2032 sarà giocato in dieci impianti, con l’Italia assegnataria di cinque delle sedi, mentre la restante metà sarà contesa con la Turchia.
La prossima mossa spetta all’organizzazione federale: la FIGC compilerà dossier da inviare all’UEFA. Oltre a Napoli, dovrebbero figurare Roma (con l’Olimpico che resta un riferimento), Torino e Milano (con il Meazza o il possibile nuovo impianto che Inter e Milan hanno in mente). Sul tavolo anche Bari, Palermo, Bologna e Firenze, piazze di grande richiamo che, per diverse ragioni, potrebbero entrare nel novero delle sedi italiane. La partita non è ancora vinta, ma la strada appare tracciata: l’Italia punta a una distribuzione razionale delle gare tra città capoluogo e impianti in grado di garantire infrastrutture adeguate.
Intanto in città arriva un altro capitolo importante: l’amministrazione ha dato il via libera al PFTE, ossia al Piano di fattibilità tecnico-economica dei lavori per il Maradona. Si tratta di un pacchetto da 203 milioni di euro, di cui 150 milioni provenienti dai Fondi di coesione 2021-2027 assegnati dalla Regione guidata dall’amministratore locale; a integrare la quota ci pensa il Comune con 50 milioni, provenienti da mutui e risorse di cassa. L’obiettivo è chiaro: rendere lo stadio di Fuorigrotta un impianto all’altezza di un evento di questa portata e completare i lavori entro il 2030, trasformando la cornice azzurra in un’opzione concreta di opportunità sportiva non solo per la squadra di casa ma per tutto il calcio italiano.
Per Napoli la notizia ha due piani: da una parte c’è la prospettiva immediata di incidere sull’orizzonte internazionale, dall’altra c’è la solidità di un piano finanziario strutturato per far fronte a una sfida di dimensione europea. Se la candidatura dovesse andare in porto, non sarebbe solo una questione di calendario: si tratterebbe di una trasformazione tangibile di uno dei simboli della squadra, con riflessi positivi anche sul profilo tecnico e sul calendario della Serie A, che potrebbe beneficiare di una vetrina continentale.
Resta da capire quanto questa candidatura influenzerà le scelte concrete della società azzurra, e quale peso avrà un eventuale affermazione di Napoli tra le sedi designate. Nel frattempo, i lavori al Maradona proseguono: un investimento così consistente non è solo una questione di comfort, ma un’occasione per elevare la qualità delle rappresentazioni sportive e per offrire a Napoli una cornice all’altezza delle grandi gare internazionali.
Prossimo passo: l’invio formale dei dossier all’UEFA e la definizione definitiva delle sedi. Per i tifosi azzurri, l’augurio è di vedere presto la città al centro del palcoscenico europeo, con uno stadio rinnovato e una candidatura che possa diventare motore non solo di quel torneo, ma di un periodo di grande rilancio per Napoli e per la Campania.
