Il Napoli di Allegri fatica a decollare e l’inizio di stagione suona già come un campanello d’allarme. Dopo cinque giornate in Serie A, gli azzurri hanno ottenuto soltanto sette punti, un rendimento che solleva dubbi sulla tenuta tecnica e mentale della squadra. Iniziare peggio di quel Napoli guidato da Rudi Garcia, che concluse una stagione deludente al decimo posto, rappresenta un dato inquietante per una squadra abituata a competere al vertice.

Secondo quanto emerge dalla ricostruzione di www.areanapoli.it, il problema principale sembra risiedere nell’approccio tattico e nell’atteggiamento della squadra. Il baricentro troppo basso, la mancanza di aggressività e una certa passività in campo contribuiscono a una percezione di stanchezza prematura rispetto al ciclo in corso. Non bastano le parole di Allegri sul “veleno” e la “determinazione” per rasserenare l’ambiente, visto che il campo racconta tutt’altra storia.

Le prestazioni individuali evidenziano questa difficoltà: Hojlund, ad esempio, ha toccato il pallone appena due volte nell’area avversaria contro la Fiorentina, mentre De Bruyne appare troppo lontano dalla zona offensiva, segno di una manovra poco fluida e incisiva.

La domanda che si fa strada riguarda anche l’alternativa scelta a inizio estate: Vincenzo Italiano, che oggi viene considerato un possibile rimpianto. La decisione di affidare la guida tecnica ad Allegri, ritenuta valida all’inizio, si sta lentamente trasformando in un dubbio amaro, soprattutto se la situazione non dovesse migliorare. Il percorso del tecnico in Turchia e il suo attuale rendimento azzurro sono elementi osservati con attenzione dalla dirigenza.

Per ora, il tecnico gode di un contratto triennale firmato a giugno, ma se il cammino dovesse proseguire così, la società potrebbe essere costretta a valutare scenari impensabili solo pochi mesi fa, inclusa la revisione dell’assetto tecnico.

Il Napoli si trova quindi a un bivio in questo avvio di stagione: cambiare registro per risalire la classifica o affrontare una gestione che potrebbe far vacillare anche le certezze costruite solo recentemente. In attesa di risposte più concrete, il quadro resta preoccupante, con la necessità di ritrovare quella concretezza che ha sempre caratterizzato il club partenopeo.