Il Napoli si trova a un bivio tattico importante, soprattutto alla luce delle scelte forzate che l’emergenza infortuni in difesa sta imponendo. La riflessione arriva da Giuseppe Pastore, giornalista esperto intervenuto a Cronache di Spogliatoio, che ha messo sotto la lente il modo in cui Massimiliano Allegri sta cercando di gestire una rosa caratterizzata da caratteristiche ben precise, ma anche da limiti evidenti nel reparto arretrato.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il nodo principale riguarda proprio la gestione tattica e la valorizzazione delle qualità della squadra. Pastore sottolinea come il vero problema non sia la modifica del modulo, ma un eventuale eccessivo focus sulla fase difensiva, che rischierebbe di snaturare l’anima offensiva di un Napoli costruito per esprimere un calcio propositivo davanti. La cronica assenza per infortunio di elementi chiave come Buongiorno e Marianucci ha ridotto all’osso le soluzioni nel settore arretrato, lasciando in campo giocatori come Rrahmani, Rafa Marin – che si impegna al massimo – e Badiashile, che però non viene più utilizzato.
Questo scenario ha portato a tentativi non sempre convincenti, come l’uso di una difesa a tre con interpreti non del tutto adatti a quel sistema, e lo spostamento degli esterni Di Lorenzo e Olivera in ruoli difensivi meno congeniali. Pastore parla di una squadra che abbonda di esterni offensivi e talenti per il reparto avanzato, ma che deve risolvere questioni tattiche decisamente più complesse nella gestione dei ruoli difensivi.
Un dettaglio interessante nel suo ragionamento è la considerazione sul profilo dell’allenatore ideale per il Napoli attuale. Secondo Pastore, la rosa della squadra partenopea sarebbe stata perfetta per un tecnico come Vincenzo Italiano, il cui approccio si fonda su idee offensive chiare e su un modello di gioco capace di esaltare i giocatori d’attacco. Al contrario, Allegri si trova a dover fare i conti con una realtà non cucita su misura per il suo stile più equilibrato e pragmatico.
Questa riflessione implica una sfida di adattamento da parte dell’allenatore e della società, che dovranno capire come valorizzare al meglio una rosa ricca di potenzialità offensive, ma oggi limitata da problemi nella gestione della fase difensiva e da scelte tattiche che rischiano di penalizzare la spettacolarità del gioco azzurro. Il ritorno di alcuni infortunati potrebbe dare respiro, ma per il momento il Napoli naviga in acque complicate, in attesa di trovare il giusto equilibrio.
In attesa del prossimo impegno di campionato, resta aperto il focus sull’evoluzione tattica del Napoli: un nodo cruciale per capire se si può continuare a puntare su un calcio di alto livello offensivo o se sarà necessario sacrificare qualcosa in fase di impostazione e copertura.
