Il giornalismo sportivo napoletano perde una delle sue colonne portanti con la scomparsa di Rosario Pastore, avvenuta all’età di 86 anni. Una figura storica, che ha lasciato un’impronta indelebile raccontando le gesta del Napoli e delle leggende del calcio.
Rosario Pastore iniziò la sua carriera come praticante a La Notte, a Milano, per poi affermarsi come firma autorevole de La Gazzetta dello Sport. Prima di questo lungo legame con la Rosea, passò per testate importanti come Il Momento Sera a Roma e la redazione sportiva della Rai a Napoli. Nel maggio 2023 aveva celebrato i cinquant’anni di iscrizione all’Albo dei Giornalisti Professionisti, segnando mezzo secolo al servizio del racconto sportivo con rigore e passione.
La sua penna ha seguito da vicino momenti storici, in particolare le imprese del Napoli di Diego Armando Maradona, contribuendo a fissare nella memoria collettiva una delle stagioni più suggestive e decisive per il calcio italiano. Pastore è stato molto più di un cronista: un professionista capace di coniugare memoria storica e capacità critica, capace di leggere lo sport come fenomeno complesso, sempre aperto al confronto e alla riflessione.
La scomparsa di Pastore ha suscitato commozione anche in ambito societario. La SSC Napoli, con il presidente Aurelio De Laurentiis, ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la perdita di un gigante del giornalismo sportivo, definendolo una firma storica e una voce autorevole che ha accompagnato tante stagioni azzurre.
Il vuoto lasciato da Rosario Pastore sarà difficile da colmare, ma il suo lavoro rappresenta un patrimonio importante per chiunque voglia comprendere la storia e l’evoluzione del calcio a Napoli e in Italia. Un addio che segna la fine di un’epoca nel racconto dello sport partenopeo, ma anche una testimonianza di dedizione e qualità professionale da cui ripartire.
