In un Napoli dominato da perfezionismo e intensità, emerge un curioso retroscena raccontato da Faouzi Ghoulam, ex terzino azzurro, che ha svelato l’ossessione di Maurizio Sarri per una vittoria totale e spettacolare. Non bastava vincere, per Sarri l’obiettivo era mettere in difficoltà i tifosi avversari fino a indurli ad abbandonare lo stadio.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Ghoulam ha rivelato un aspetto poco noto dei metodi dell’allenatore, che pretendeva molto di più dai suoi uomini: “Mister Sarri ci dava sempre delle prove in più. Dovevamo non solo vincere, ma farlo con uno score ampio, puntando a segnare 4-5 gol per svuotare gli spalti degli avversari.” Il terzino algerino ricorda come durante le partite dell’epoca tutti i calciatori azzurri controllassero di tanto in tanto il pubblico ospite, sperando di vedere gli spalti svuotarsi.

Questa singolare ‘competizione’ contro il pubblico avversario diventava una motivazione supplementare per il Napoli, che a prescindere dal vantaggio, continuava a pressare così da non permettere agli ospiti neppure un barlume di speranza. “Al 70esimo guardavamo ancora gli spalti e se lo stadio non si svuotava sapevamo che ci aspettava una doppia seduta di allenamento, altrimenti eravamo più tranquilli. Sul 2-0 o 3-0 non ci fermavamo, perché anche un 3-1 poteva riaprire la gara. Dovevamo dare tutto, vincere nettamente e vedere i tifosi nemici andarsene”, ha aggiunto Ghoulam.

Questo dettaglio, che può sembrare quasi aneddotico, restituisce un’immagine di un Napoli che ambiva a dominare i match non solo tecnicamente ma anche emotivamente, giocando con la testa degli avversari e puntando a una supremazia totale sul campo e sulle migliaia di persone sugli spalti. La filosofia di Sarri, dunque, si traduceva anche in una pressione costante sull’avversario e un impegno totale che coinvolgeva ogni singolo istante della partita.

L’episodio raccontato da Ghoulam sottolinea come il Napoli di Sarri fosse un’organizzazione capace di trasformare ogni dettaglio in una spinta verso l’eccellenza, nel tentativo di trasformare la vittoria in un’esibizione di forza e controllo sul gioco e sugli spettatori, confermando ancora una volta il carattere unico di quella squadra e del suo allenatore.