Roberto Carlos Sosa rompe il silenzio dall’Argentina per difendere la tifoseria del Napoli dopo le durissime parole di Aurelio De Laurentiis contro i gruppi ultras. L’ex attaccante albiceleste, legato da profondo affetto ai colori azzurri, lancia un messaggio chiaro e pacato: i tifosi napoletani non possono essere messi tutti nello stesso calderone.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Sosa sottolinea come il presidente partenopeo, accusando gli ultras di comportamenti radicati in una “cultura criminale” in stile hooligan, tralasci una distinzione fondamentale. “Il divieto sugli hooligans in Inghilterra non è stato deciso dai club, ma dalle istituzioni”, rimarca l’ex bomber azzurro, rimarcando come occorra una valutazione più sfumata e meno generalizzante sul comportamento della curva napoletana.

Dall’esperienza personale, Sosa ricorda la festa del 31 luglio alla Rotonda Diaz e quella a Palazzo Reale, due eventi entusiasmanti che dimostrano il calore e il senso di appartenenza di una tifoseria “fantastica”. Più volte il ‘Pampa’ ha scelto di seguire il Napoli proprio dalla Curva, luogo dove, a suo dire, si trova la vera essenza del tifo cittadino, una realtà genuina, fatta di passione e sostegno incondizionato.

Con uno sguardo critico, Sosa evidenzia anche una doppia morale nel trattamento riservato alle tifoserie. Prende ad esempio alcuni episodi legati alla Juventus, dove un piccolo gruppo di tifosi sanzionati non viene esteso a tutta la tifoseria, mentre per i supporter napoletani si tende invece a generalizzare e coinvolgere indiscriminatamente. Questa disparità alimenta una frattura difficile da giustificare nel mondo del calcio italiano.

L’ex attaccante non esita a difendere i rapporti umani coltivati negli anni con gli ultras napoletani, spesso incontrati nei Quartieri Spagnoli. Li descrive come persone normali, capaci di un attaccamento viscerale alla squadra senza superare i limiti, così come dovrebbe essere sempre il ruolo dei tifosi: sostenere, cantare e talvolta esprimere dissenso, ma senza scivolare in comportamenti eccessivi.

Infine Sosa lancia un invito alla cautela per i supporter azzurri: attenzione a chi punta a dividere il gruppo, specie in momenti delicati come quelli delle parole ufficiali della società. “Non mi piace vedere i tifosi divisi in fazioni pro o contro De Laurentiis”, avverte, mettendo in guardia contro chi, anche nel mondo della comunicazione, cerca di montare divisioni per scopi personali o professionali.

Una presa di posizione che riporta il dibattito sul rispetto e la comprensione reciproca tra società e tifoseria, ponendo le basi per un dialogo più sereno e costruttivo all’interno dello spogliatoio e fuori dal campo. Il Napoli e i suoi sostenitori meritano equilibrio e unità. La partita vera si gioca anche lì.