La stagione del Napoli continua a suscitare dubbi soprattutto sul piano tattico e gestionale, spostando il dibattito dal valore della rosa alla filosofia di gioco adottata da Massimiliano Allegri. Emiliano Viviano, ex portiere ed ora opinionista, ha espresso giudizi severi che mettono in discussione non solo le scelte tecniche, ma anche la comunicazione del tecnico azzurro.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Viviano smonta l’idea che il problema principale del Napoli sia una rosa inadeguata o logora. «La squadra è arrivata seconda lo scorso anno, eppure si continua a parlare di rosa scarsa o vecchia. Il vero nodo è l’idea di gioco, o meglio, la sua totale assenza sotto Allegri. Non si vede una proposta chiara, un calcio aggressivo o propositivo», spiega l’ex portiere. Il fatto che la squadra risulti passiva sul campo, secondo lui, ne limita il potenziale, portandola a un rendimento da “ottavo posto” nella classifica ideale.

Il giudizio di Viviano si allarga anche alla gestione mediatica del tecnico livornese. L’ex estremo difensore accusa Allegri di essere un abile comunicatore che spesso scarica responsabilità su altre componenti, come lo spogliatoio o la società, senza mai fornire risposte convincenti sul campo. Citando il comportamento post partita contro l’Arsenal, Viviano sottolinea come certe dichiarazioni segnalino una difficoltà nel riconoscere la realtà attuale della squadra. A confronto con altri allenatori di livello, come Conte e Spalletti, Allegri risulta meno incisivo: «Conte si lamentava ma poi portava risultati, Spalletti a Napoli ha dimostrato che conta la prestazione sul campo».

Le critiche si focalizzano infine sulle scelte tattiche durante le partite, che negli ultimi appuntamenti hanno destato parecchia sorpresa. Viviano evidenzia ad esempio l’episodio di Firenze, dove Allegri ha sostituito Hojlund al 60’ e ha preferito far entrare Anguissa nell’ultimo minuto piuttosto che giovani emergenti come Vergara. Questo tipo di decisioni sono viste come un segnale di passività e mancanza di coraggio, in un momento in cui invece la squadra avrebbe bisogno di spingere con più convinzione.

La riflessione di Viviano rappresenta un campanello d’allarme importante per il Napoli, che dopo la stagione scorsa di alto profilo sembra ora cercare un’identità più chiara in campo. La società e l’allenatore si trovano davanti alla sfida di far crescere i giovani e di trovare una via tattica convincente per competere nel vertice della Serie A. Il prossimo ciclo di partite potrebbe rivelarsi decisivo per capire se il Napoli saprà invertire una tendenza che, almeno per ora, non rispecchia le ambizioni del club azzurro.