Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli, torna a raccontare gli anni d’oro azzurri e una stagione che cambiò per sempre la storia della squadra. Ospite a Stile TV, nel format Salite sulla giostra, l’ingegnere ha rivissuto il legame forte con il club e con Diego Armando Maradona, nel giorno del compleanno del fuoriclasse argentino. Secondo AreaNapoli.it, l’intervento dell’ex patron è stato un onorevole tuffo nel passato, tra ricordi di gestione, passione e una città che gli è sempre stata dentro.
Sono parole semplici, ma intense, quelle di Ferlaino quando affronta l’arrivo di Maradona: “Sono nato a Napoli quindi adoro questa città e Napoli è la mia vita.” E aggiunge una chiave di lettura importante: “Maradona non conosceva neanche l’esistenza della città di Napoli, l’entourage è stato bravissimo a farglielo conoscere e convincerlo a venire qui.” L’ingegnere ricorda quanto la curva azzurra, in quegli anni, fosse determinante per spingere il Pibe de Oro a scegliere Napoli, nonostante le tante voci all’esterno. Sottolinea inoltre l’impatto emotivo che la figura di Diego rappresentò per i tifosi, anche di fronte alle proprie rimostranze sportive: “Il pubblico di Barcellona non voleva che Maradona andasse via, i tifosi volevano tenerlo anche ora lì, ma la storia la conoscete tutti.” E chiude con una riflessione personale: “Ho sempre voluto bene a Diego, oggi avrebbe festeggiato il compleanno.”
Nel racconto si intrecciano fiducia reciproca e complessità di rapporto. Su Maradona, Ferlaino precisa un aspetto meno celebrato ma cruciale: “Diego non era un uomo facile, ma con me in particolare e con Napoli in generale è andato sempre d’accordo. Tra di noi non c’è stato mai uno screzio, mai. E non dico che eravamo due fratelli perché io sono sempre stato più anziano, ma mi sono sempre trovato bene.” Un quadro delicato, che lascia intuire una relazione al contempo profonda e complessa, alimentata dalla fiducia reciproca tra chi guidava la società e chi era al centro del campo. E, da uomo di calcio, l’osservazione sull’oggi non manca: “Non so se il Napoli si è ripreso, domenica ci sarà Juventus-Napoli.” Una frase che richiama il presente ma è spesso una traccia del passato: la consapevolezza che la squadra ha vissuto momenti difficili e, al contempo, una curiosità per capire se la storia possa ripetersi in una cornice odierna.
L’aneddoto su Gianni Agnelli, invece, chiude un cerchio fatto di riconoscimenti tra epoche diverse del calcio italiano. “Ricordo quando ero in tribuna e accanto a me c’era Gianni Agnelli. Quando il Napoli iniziò a giocare disse: ‘Ingegnere, lei ha davvero una squadra forte’. Per me è stata una grande cosa perché loro conoscono solo la Juve e basta.” È una battuta che racconta molto: la forza del Napoli di quegli anni non passò inosservata nemmeno agli occhi della Juventus e di una grande casa bianconera, capace di riconoscere nel confronto sportivo una realtà che stava crescendo, al di là degli schieramenti.
Le parole di Ferlaino restituiscono il senso di un punto di svolta: l’arrivo di Maradona non fu solo un’operazione di mercato, ma l’inizio di una nuova identità per Napoli, una città che si riconobbe pienamente nelle imprese di un fuoriclasse destinato a lasciare un’impronta indelebile. E se l’eco di quelle scelte risuona ancora oggi, è perché la storia raccontata dall’ex presidente continua a raccontare una Napoli capace di guardare avanti, pur custodendo nel cuore la memoria di una stagione che cambiò per sempre le sue fortune.
