Come riporta AreaNapoli.it, il dibattito sul futuro della FIGC resta acceso e pieno di inciampi, tra il sostegno a Giovanni Malagò da parte di undici club di Serie A e la possibilità che anche Galliani possa guadagnare consensi tra le società rimanenti. Un duello che rischia di non chiudersi in tempi brevi e che diventa terreno di confronto tra chi chiede unità e chi ha già scelto una strada alternativa.

Nel corso della puntata di Deejay Football Club, Fabio Caressa non ha nascosto le sue perplessità sulla frammentazione che accompagna la corsa alla presidenza federale. Ha ricordato che “Meglio due anni di commissariamento” se non si riesce a ricompattare il sistema: “Serviva una Federazione unita, sono tutti divisi. Con queste divisioni c’è il rischio che poi si dica è la Federazione piuttosto che di un altro. Si ritorna indietro e se le cose devono stare così, meglio nessuna soluzione e due anni di commissariamento. È tutto sui nomi ma nessun programma visto”.

La sua voce è arrivata allargata dal timbro critico sulla gestione e dal timore che il dibattito possa trasformarsi in un semplice.match tra nomi, senza una piattaforma condivisa. Caressa ha insistito sull’esigenza di una visione chiara e programma verificabile, piuttosto che suanneri di consenso che difficilmente si traducono in progetti concreti per il calcio italiano e, in particolare, per la realtà della Serie A che ruota intorno al Napoli e alle sfide di prestigio nazionale ed europeo.

La replica non è mancata, con Ivan Zazzaroni che ha alzato i toni e difeso la linea di Malagò, accusando la gestione di alcune componenti di creare ostacoli e ritardi. “L’AIC e l’Assocalciatori hanno preso una posizione ridicola. Hanno devastato Malagò dal primo momento. Ha fatto degli errori per carità, ma lo hanno devastato, prima il tesseramento, poi il commissariamento che ha dovuto accettare. È Marotta che in questo momento sta trascinando queste cose, con Percassi, ma più Marotta…”.

Una lettura dura, quella di Zazzaroni, che ha enfatizzato la frattura tra le parti e ha messo sul tavolo una critica netta ai tanti attori presenti. E non è finita qui, perché il direttore del Corriere dello Sport ha rilanciato ulteriormente il tono polemico: “L’AIC e l’Assocalciatori comunque restano in una posizione ridicola. Avete registrato? Perfetto, questo è per voi. Piuttosto evitassero di mandare i giocatori a chiedere scusa sotto le Curve. Chiedo scusa ma sono molto arrabbiato e sono volgare”.

Le parole di Caressa e Zazzaroni, contrapposte ma altrettanto schiette, indicano una crisi di fiducia nei vertici e una paura condivisa di una stagnazione lunga della governance federale. La sensazione è che, finché non emergerà un autentico piano di rilancio e non si troverà un terreno comune tra le varie anime della lega, la federazione continuerà a muoversi tra nomi e promesse, senza una rotta chiara.

In questo contesto, resta da capire quale sarà l’esito delle prossime settimane: se la coalizione di Malagò riuscirà a consolidarsi con il sostegno di una parte consistente delle società di Serie A, oppure se Galliani riuscirà a capitalizzare il dissenso tra i club. La situazione resta fluida e, per i tifosi del Napoli, la domanda è sempre la stessa: quale progetto servirà a rafforzare una squadra che, tra campionato e prospettive europee, è chiamata a una gestione seria e concreta del domani.