Il Napoli è a un bivio, tra la necessità di rinnovarsi e la tentazione di restare sulla stessa rotta. Dopo due ko di Champions League contro Arsenal e Villarreal, la discussione si allarga oltre la singola partita: servono scelte di medio-lungo periodo. A offrire una chiave di lettura forte è Gennaro Ciotola, osservatore del calcio azzurro, che in un’intervista ad AreaNapoli.it propone una ricostruzione del progetto partendo dal presente senza trovarsi a inseguire il risultato immediato. Secondo quanto riportato da AreaNapoli.it, Ciotola invita a guardare oltre la reazione immediata e a pensare a una trasformazione completa della squadra e della struttura.
Per Ciotola, il Napoli avrebbe dovuto aprire già dalla scorsa stagione un nuovo ciclo: “Per il Napoli era arrivato il momento di aprire un nuovo ciclo, io questo pensiero lo avevo già espresso alla fine della scorsa stagione. Avrei puntato su un allenatore giovane, con idee chiare, capace di dare un’identità di gioco alla squadra e soprattutto di far crescere e valorizzare i giovani. Avrei avuto anche il coraggio di fare qualche cessione importante, pur rispettando tutto quello che determinati calciatori hanno dato al Napoli in questi anni. Perché, secondo me, il Napoli non deve necessariamente vincere ogni stagione. Ci sono momenti in cui bisogna avere anche il coraggio di cambiare e ricostruire. Abbassare l’età media della squadra, inserire giovani di qualità, farli crescere e aumentare il valore della rosa”. Un percorso che, a suo avviso, passa anche dalla gestione del gruppo e dalla capacità di rinnovare la rosa senza fermarsi all’età anagrafica, ma valutando soprattutto potenzialità e margini di mercato.
Sul fronte societario, Ciotola mette a fuoco una riflessione tagliente su De Laurentiis: “De Laurentiis è stato troppo generoso”. E spiega cosa significhi davvero, nel tempo, valorizzare talenti e, talvolta, andare oltre il presente. “Sì ed è proprio questo che ha fatto grande il Napoli di De Laurentiis per tanti anni: individuare calciatori di talento, acquistarli prima della loro definitiva consacrazione, valorizzarli e, in alcuni casi, rivenderli a cifre importanti. E voglio dire anche un’altra cosa: mai come in questi ultimi anni, secondo me, De Laurentiis è stato fin troppo generoso. Oggi ci ritroviamo con diversi calciatori avanti con l’età, contratti lunghi e ingaggi importanti. Alcuni di questi giocatori rischiano praticamente di chiudere la propria carriera nel Napoli, senza avere più un vero mercato. E questo, dal punto di vista della gestione sportiva ed economica, può diventare un problema. Perché un calciatore può ancora essere utile tecnicamente alla squadra, ma bisogna sempre valutare anche l’età, il costo dell’ingaggio, la durata del contratto e il suo possibile valore di mercato”.
La proposta di Ciotola non si ferma al piano tecnico: “Avrei preso Italiano o Palladino”. Secondo l’analista, il Napoli oggi ha meno patrimonio tecnico ed economico rispetto ad altre fasi recenti, e quindi servirebbe una svolta concreta: “Il Napoli ha meno patrimonio tecnico ed economico potenziale rispetto ad altre fasi della sua storia recente. Personalmente avrei accettato anche due stagioni senza vincere, pur di ripartire con un progetto nuovo. Avrei scelto un allenatore come Italiano o Palladino, dando inizio a un nuovo percorso. Allegri è un grandissimo allenatore, questo non si discute, e sono convinto che possa sistemare tante situazioni”. Un pensiero che resta aperto, ma che indica una direzione precisa: cambiare rotta per costruire una base più solida nel lungo periodo.
E se la riflessione riguarda anche lo spogliatoio e la gestione delle risorse, Ciotola non lesina sui rischi e sulle possibilità legate al mercato: “Conte è un assatanato, nel senso positivo del termine. È un allenatore che ti consuma, che ti porta al limite, che pretende il massimo da ogni singolo giocatore, ogni giorno, in allenamento e in partita. È uno che vive di calcio, di intensità, di pressione continua. Ti chiede tantissimo, mentalmente e fisicamente. Questo, però, non significa che non abbia commesso errori. Anzi, secondo me anche alcune sue scelte hanno contribuito alla situazione attuale del mercato del Napoli. Sarebbe sbagliato non riconoscerlo. Ma il punto del mio ragionamento resta sempre lo stesso”. E ancora: “Io non avrei cercato un altro allenatore per provare a vincere subito. Avrei scelto un allenatore con idee completamente diverse, per costruire una nuova squadra e aprire un nuovo ciclo. Perché questa ricostruzione, prima o poi, bisognerà comunque farla”.
L’analisi di Ciotola non resta isolata: chiama in causa investimenti strutturali, perché “oggi più che mai il Napoli ha bisogno di uno stadio moderno e di un centro sportivo di proprietà. Non possiamo continuare a parlarne ogni anno senza arrivare a qualcosa di concreto. Se vogliamo che il Napoli cresca davvero, bisogna investire anche nelle strutture, nel settore giovanile e nell’organizzazione della società. Perché gli allenatori e i calciatori passano, mentre le strutture restano e rappresentano un patrimonio per le generazioni future. Basta chiacchiere, è arrivato il momento di passare ai fatti. Il Napoli deve avere una visione che vada oltre la singola stagione. Perché nel calcio è importante vincere oggi, ma è ancora più importante costruire le condizioni per continuare a essere competitivi domani. Una grande società non deve costruire soltanto una squadra vincente. Deve costruire un futuro solido”.
Il messaggio è chiaro: non si tratta di una critica ai singoli, ma di una visione di gestione e di progetto. Più che una semplice alternanza di allenatori, Ciotola invita Napoli a pensare a un percorso che includa ricambio generazionale, alleggerimento dei costi e investimenti concreti nelle infrastrutture. E se il club saprà convertirsi a questa logica, le prossime stagioni potrebbero non essere solo una rincorsa al risultato immediato, ma l’inizio di un ciclo sostenibile.
