Nino D’Angelo, cantautore partenopeo legato alla tifoseria del Napoli, ha dedicato parole emozionanti a Diego Armando Maradona ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione Radio Goal. Secondo AreaNapoli.it, l’artista ha scelto di raccontare Maradona non solo come fuoriclasse, ma soprattutto come persona, riconoscendo in lui una dimensione umana e concreta, nata dal racconto di tempi difficili vissuti insieme.
“Per conoscere Maradona bisogna conoscere lui soprattutto come persona. Ho avuto il grande onore, questo grande piacere e devo dire che ho conosciuto una persona meravigliosa. A Diego piaceva, come a me, raccontare sempre di quando non aveva niente. Con Maradona facevamo una gara a chi era stato più povero” ha ammesso D’Angelo, offrendo un ritratto intimo dell’amicizia che li legava. Un passaggio che trascende la leggera teatralità del calcio, restituendo l’immagine di un uomo capace di ridere del proprio passato per restituire fiducia agli altri.
L’intervista ha poi virato su aneddoti condivisi, tra amicizia e quotidianità. L’artista ha raccontato momenti vissuti insieme, anche in un contesto familiare e semplice. A sorpresa, è emerso un aneddoto culinario: “Ho avuto il piacere di sentirlo accanto a me, di stare in macchina con lui, di mangiare gli spaghetti aglio e olio a casa di Peppe Bruscolotti: Maradona impazziva per come li preparava Mary, la moglie di Peppe.” Una scena che, secondo D’Angelo, mostrava un Maradona genuino, capace di apprezzare gli affetti e i piccoli gesti di chi gli stava vicino. “Diego mi manca come persona perché era pure divertente. Quando sei vicino a una persona, tocchi la verità, perché è veramente quella. Diego fondamentalmente era una brava persona” ha aggiunto l’artista, sottolineando la componente umana del fuoriclasse.
La memoria del capitano azzurro ha poi toccato la dimensione sportiva, ascoltando una memoria condivisa dai napoletani: il Napoli contro la Juventus come momento in cui Maradona voleva dimostrare a Torino la forza della squadra. “Vincere domenica a Torino? Quando arrivava Juventus-Napoli, per Diego era la partita del campionato. Lui voleva vincere a Torino con la Juve, lo ricordo molto bene. Sì, sì, lui era proprio contro la Juve” ha detto D’Angelo. Una scelta che riflette la pressione emotiva ma anche la competitività che ha da sempre accompagnato la figura di Maradona nella storia del club.
In conclusione, le parole di D’Angelo offrono una chiave diversa per interpretare Maradona: non solo l’eroe capace di cambiare una città, ma anche l’amico capace di trasformare i ricordi difficili in lezioni di vita. Per i tifosi del Napoli, è una memoria che si vive ancora oggi, dentro le canzoni, nei discorsi quotidiani e, soprattutto, nel legame con una squadra che fu guidata da un capitano unico.
