Il Napoli lavora all’assetto tattico in vista della sfida contro il Frosinone: Allegri potrebbe dare una lettura nuova al modulo per dare più solidity a difesa e qualità alla costruzione offensiva. Non si tratta di una rivoluzione repentina, ma di una riflessione dettagliata su come alternare aggressività e equilibrio in una partita che potrebbe chiedere pronte risposte dalla squadra azzurra.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il capitano Di Lorenzo resta considerato imprescindibile da Allegri, al di là degli impegni con la Nazionale. Tuttavia, la possibile cornice tattica farebbe affidamento su una innovazione di sistema: un 3-4-2-1 che vedrebbe il difensore centrale tornare a guidare la linea a tre, consentendo ai due esterni di gestire i tempi di spinta e alle metà spazi di inserirsi tra centrocampo e attacco. È una soluzione che mirerebbe a valorizzare le caratteristiche di Di Lorenzo pur preservando la solidità della retroguardia.

Non è una novità assoluta per il capitano azzurro esser impiegato da centrale in una difesa a tre: ai tempi della gestione Conte, Di Lorenzo ha già affrontato quel ruolo, con la squadra che si muoveva in modo diverso quando la linea diventava a tre. L’ipotesi di un ritorno a quel meccanismo è dunque ben radicata nel bagaglio dell’allenatore, soprattutto se la fascia destra dovesse offrire meno naturalità in una fase di transizione come quella della ripresa del campionato. In tal contesto, potrebbe trovare posto Matteo Politano, chiamato a percorrere tutta la corsia destra per servire i compagni offensivi e ampliare le opzioni di rompere la linea avversaria con i suoi diagonali.

La scelta di muovere Di Lorenzo più in avanti rispetto al ruolo tradizionale non è solo una questione di “dove giocare” ma di come leggere gli avversari e dare ritmo alle manovre: una difesa a tre che parte da Di Lorenzo centrale permetterebbe ai terzini di abituarsi a ruoli più decisi di spinta, mentre gli interni di centrocampo avrebbero riferimenti diversi per costruire gioco. In questa cornice, l’infortunio di Costantino Favasuli ha ridotto le alternative sull’out destro, un fattore che potrebbe accelerare la messa in campo di Politano come terminale esterno, rendendo più fluida la diagonale offensiva e creando una maggiore densità tra centrocampo e attacco.

Dal punto di vista tecnico, l’idea è di utilizzare la squadra con una struttura che permette a Di Lorenzo di ricoprire più ruoli senza perdere lo spirito compatto della retroguardia. Il passaggio a un 3-4-2-1, infatti, offrirebbe al Napoli la possibilità di sfruttare la rapidità degli esterni in fase di possesso e di rallentare l’avversario in transizione, impostando una squadra che resta corta in mezzo al campo ma capace di impreziosire l’ultimo terzo con i movimenti dei due trequartisti alle spalle dell’attaccante centrale.

In questo ibrido tattico, la chiave sarà la gestione delle corsie e la coordinazione tra i reparti: se Di Lorenzo dovesse ridisegnare i suoi movimenti da centrale, gli esterni potrebbero fungere da seconda linea di pressing in fase di non possesso e da diamanti di costruzione nei minuti di possesso, permettendo al Napoli di verticalizzare in fretta quando è necessario. Il Frosinone sarà dunque il test: una squadra che potrebbe mettere in luce la capacità azzurra di adattarsi a strutture differenti, senza perdere la propria identità.

L’obiettivo resta chiaro: far coesistere solidità difensiva e qualità offensiva, sfruttando l’elasticità del trio di difensori centrali e le catene avanzate dei terzini. Se l’idea di Allegri dovesse funzionare, potrebbe segnare una prima mossa importante per il resto della stagione, offrendo al Napoli una soluzione tattica utile sia nelle partite casalinghe sia in trasferta. In attesa di capire se questa innovazione diventi una carta stabile o resti una soluzione di emergenza, il mister cercherà di capire subito come la squadra risponde a una formula che mescola cambiamento e tradizione. Il primo vero giudice sarà il campo: contro il Frosinone, il Napoli avrà l’occasione di dimostrare se questa idea può trasformarsi in una nuova identità di gioco.