Napoli si gioca una settimana cruciale e Rasmus Hojlund arriva all’appuntamento con la Juventus con una ritrovata fiducia e una misura di libertà in più nel suo gioco. Secondo Areanapoli.it, l’attaccante danese è tornato a parlare a pochi giorni dal match di Torino, confermando che la fiducia dello spogliatoio passa anche dalle scelte tattiche dell’allenatore. Il centravanti è destinato a partire, dicono i rumours, dal primo minuto nell’anticipo di domenica: una responsabilità che arriva al termine di una stagione che sta crescendo partita dopo partita.
La lunga partita che è stata la stagione fin qui sembra aver acceso una consapevolezza in più per Hojlund: la vittoria contro il Monza è stata importante, ma, come ha ricordato, “credo che già da alcune settimane le cose siano nettamente migliorate. Dopo la sconfitta contro il Venezia abbiamo giocato meglio, stiamo lavorando di più come squadra e siamo diventati più forti. Sono felice di aver segnato di nuovo. Purtroppo ho giocato molte partite senza segnare. È stato bello tornare a fare gol”. Un passaggio che tratteggia una crescita non solo tecnico, ma anche mentale, in linea con una squadra che sta cercando una stabilità offensiva.
Sul piano tattico, Hojlund individua una chiave nella fiducia mostrata da Allegri: “Nel calcio moderno si viene criticati se non si segnano i gol. Ho giocato al Manchester United e anche lì capita che le persone ti critichino. Ma è così. Cerco solo di concentrarmi su me stesso, di diventare un calciatore migliore e di segnare i gol che devo segnare. Allegri mi ha lasciato un po’ più libero. Ovviamente devo fare determinate cose che mi chiede, non solo in campo, ma in generale. Si tratta di essere forte nel giocare, nel fare gol, nell’aiutare la mia squadra e nell’essere il primo giocatore a pressare l’avversario. Queste sono le cose che devo fare e che devo fare meglio.” Un quadro che descrive non tanto una rinuncia a responsabilità, quanto una spinta a giocare più naturale sotto la guida di un tecnico che cerca equilibrio tra fisicità, pressing e buona gestione della profondità.
Intanto, Hojlund guarda anche ai colleghi: “Sono due giocatori fantastici, con una grande reputazione nel mondo del calcio. Conosciamo tutt le qualità di De Bruyne e McTominay, ho un bel rapporto con entrambi anche fuori dal campo. Sono ottimi giocatori e sono felice di giocare con loro.” Una dichiarazione che mette in luce la curiosità e l’esigenza di crescere confrontandosi con valori assoluti della Premier League, un contesto che per il Napoli resta un riferimento di competitività e metodo.
La partita contro la Juventus non è solamente una sfida di campionato: è un’indicazione su come Napoli sta impostando una finestra di partite molto delicate. “Sarà una partita molto importante, giocheremo in trasferta. Una gara complicata. La Juventus è una squadra fantastica, con una grande storia. Conosco la rivalità tra i tifosi del Napoli e quelli della Juventus. Speriamo di poter vincere la partita.” Ha aggiunto, restando concentrato sulle connessioni interne al gruppo e sugli obiettivi stagionali che si intrecciano alle prossime sfide.
Dopo l’impegno a Torino, il calendario si fa altrettanto serrato: “Dopo la Juventus ci saranno le sfide contro il Porto in Champions League e la Lazio in campionato. Saranno tre partite, due in trasferta e una in casa, che saranno difficili, anche per il viaggio. Potrebbe essere una settimana molto positiva se vinciamo tre partite. Ma, se non le vinciamo tutte, potrebbe essere un periodo difficile prima della sosta internazionale. Cercheremo di portare a casa il massimo.” Una prospettiva che intreccia richieste di risultato e la necessità di mantenere la compattezza del gruppo in situazioni complesse.
Fuori dal rettangolo, Hojlund affiora anche la sua fascinazione per la città: Capri, Ischia, Pozzuoli, Napoli è per lui “una città bellissima. Mi piace Napoli, è davvero unica. Tutti sanno quanto è bella Napoli, ma ha anche molti luoghi belli, come Ischia, Capri, Sorrento e Positano.” Una conferma che l’entusiasmo della tifoseria non si limita al campo, ma passa attraverso una visione di squadra che si nutre anche di contesto e cultura.
Infine, gli obiettivi concreti per il Napoli restano ambizioni nitide ma non sbandierate: “Voglio vincere qualcosa, magari la Coppa Italia o la Serie A. È difficile, specialmente quest’anno. Dobbiamo cercare di andare il più avanti possibile in Champions League.” Un refrain semplice e chiaro: crescita, responsabilità, e l’orizzonte di un Napoli capace di competere su più fronti senza perdere l’identità di squadra giovane ma ambiziosa.
