Il rientro di McTominay potrebbe rivoluzionare lo scacchiere di Allegri: la Juventus è vicina ad avere di nuovo a disposizione uno tempo indispensabile in mezzo al campo, ma prima c’è da superare l’ultimo step dei controlli medici in programma per il 6 ottobre. Se l’esito sarà positivo, il reparto centrale potrà respirare e la squadra potrà riassaporare equilibrio e dinamismo, con l’attacco di Hojlund pronto a beneficiare di un appoggio più consistente. Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il tecnico bianconero sta valutando tre soluzioni diverse per valorizzare la duttilità dello scozzese.
La prima chiave è la versatilità. In un 4-3-3, McTominay verrebbe schierato come mezzala classica, capace di inserirsi nell’area avversaria e di offrire continuously appoggi laterali ai cross provenienti dalle corsie. L’obiettivo è creare una linea di passaggio affidabile tra la fase di impostazione e quella di rifinitura, trasformando la sua presenza in una fonte di riempimento dello spazio tra difesa e attacco. Una lettura che punta a rendere più fluidi i movimenti di Hojlund, spesso costretto a prendersi la porta o a essere troppo isolato tra i difensori avversari. In questa cornice, McTominay diventerebbe anche una garanzia di inserimenti senza palla, un valore aggiunto per le transizioni rapide della Juventus.
La seconda opzione, invece, guarda al 3-4-2-1: qui McTominay potrebbe essere utilizzato in posizione di trequarti, sfruttando la sua fisicità e i tempi di inserimento alle spalle della punta. È una variante studiata per valorizzare i suoi movimenti anticipatori e la capacità di dare profondità agli ultimi metri del campo, dove la Juventus ha bisogno di soluzioni diverse per superare muri difensivi chiusi. In questo assetto, l’ingresso di McTominay alle spalle della punta potrebbe tradursi in una dinamica più imprevedibile per gli avversari, offrendo nuovi corridoi di gioco a sostegno di un Hojlund che non sempre trova spazi facili contro linee compatte.
La terza possibilità è quella che rientra nel classico 4-2-3-1, in cui McTominay potrebbe essere inserito in una coppia davanti alla difesa, accanto a Lobotka. È una configurazione che punta a rinforzare la copertura e l’impostazione neutra del possesso, lasciando a un trequartista scelto da Allegri il compito di creare finalizzazioni immediate per la punta. In questa versione, il britannico diventerebbe un elemento fondamentale per mantenere la squadra stabile durante le fasi di non possesso, e allo stesso tempo una fonte di costruzione rapida quando si riprende il gioco.
L’attesa per l’esito dei controlli medici è accompagnata da una necessità chiara: la Juventus sente l’esigenza di ritrovare certezze nel centrocampo, area dove la mancanza di equilibrio aveva pesato sui risultati. L’allenatore guarda a una ripresa rapida ma ragionata, sapendo che una compattezza ritrovata potrebbe tradursi in maggiore fluidità offensiva e in una catena di passaggi che possa coinvolgere anche Hojlund in modo più continuo. E mentre l’ambiente resta in trepidazione, l’immagine che si delineava al momento della stesura dell’articolo è quella di una squadra diversa con McTominay in campo: meno prevedibile, più dinamica, capace di scavare varchi tra le linee avversarie.
In definitiva, il ritorno di McTominay non è solo una questione di pedine disponibili, ma un segnale tattico importante. Allegri ha già in mente tre piste diverse per sfruttare la duttilità del giocatore, una sul piano della densità a centrocampo, una sull’equilibrio tra fase difensiva e offensiva e una terza per dare imprevedibilità agli schemi offensivi. Se i controlli del 6 ottobre daranno il via libera, potrebbe cominciare una nuova fase della stagione: una Juventus che ritrova una pedina chiave e una possibilità concreta di dare una svolta agli equilibri della squadra, soprattutto in rapporto al tandem con Hojlund e alle letture di gioco che la trequarti può offrire. La strada è tracciata: ora serve la conferma medica per tradurla in campo.
