Il Pallone d’Oro torna a dividere le certezze comuni, ma questa volta la piccola grande sorpresa arriva dall’ex Napoli Fabian Ruiz. Monchi, ds dell’Espanyol e grande passato in Serie A con la Roma, ha spostato l’attenzione sul centrocampista spagnolo durante una trasmissione radiofonica, lanciando una lettura diversa del possibile vincitore. E se la consueta corsa al candidato numero uno sembrava girare intorno a Kvaratskhelia, la voce di Madrid e Barcellona cinquant’anni non è più così scontata: Ruiz viene posto in prima linea, come esempio di continuità e qualità che attraversa club e campionati diversi.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Monchi ha espresso la sua opinione durante una puntata di Onda Cero: “Pallone d’Oro? Ieri ho letto Jesús Navas che diceva che Fabián Ruiz se lo merita, e non ho letto nessun tifoso del Siviglia che la pensasse così… Probabilmente se lo merita davvero, perché è difficile immaginare che Fabián vinca di più. L’altro giorno mi ha colpito il fatto che sia imbattuto da 52 partite con la nazionale.” Una lettura che rompe la logica prevedibile e mette al centro un ragazzo cresciuto tra Napoli e il resto d’Europa.

La seconda tappa del ragionamento è più tagliente: Monchi continua a spiegare la sua posizione, mettendo al centro la valutazione tecnica e una carriera che non è legata a una singola maglia o a un solo successo. “È assolutamente incredibile, persino più di quello che ha vinto con il PSG. Ed è per questo che non credo che i tifosi del Siviglia debbano essere arrabbiati. Se Fabián è un grande giocatore ed è un tifoso del Betis, che importa? Assolutamente niente.” Parole che risuonano come una dichiarazione di fiducia in un giocatore che ha bruciato le tappe tra club e nazionali, oltre a sottolinearne la resistenza al tempo e alle diverse sfide.

La storia di Ruiz resta legata strettamente all’Einstein del calcio che è stato il Napoli tra il 2018 e il 2022. Ruiz ha vestito la maglia azzurra per quattro stagioni, incrociando il Palcoscenico della Serie A con presenze pesanti e una crescita costante. In totale, ha collezionato 125 apparizioni in Serie A, a cui si aggiungono 41 presenze tra competizioni europee e nazionali (Champions League, Europa League, Coppa Italia e Supercoppa Italiana). Doti che hanno prodotto 22 gol e 15 assist, coronate dalla Coppa Italia vinta nella stagione 2019-2020, un capitolo che ancora riporta Napoli nel racconto di un giocatore che ha saputo riplasmare la sua carriera oltre i confini della Serie A.

Il precedente percorso di Ruiz, che lo ha visto esplodere con il Napoli prima di trasferirsi al Paris Saint-Germain, rivela una costante: talento che non si ferma ai confini di una stagione o di un campionato. E se la palla si sposta sul Pallone d’Oro, è lecito considerare che la scena globale non sia mai stata così variegata: talenti formati nelle file azzurre capace di emergere in contesti diversi, con una crescita che resta un valore aggiunto per Napoli e per la cantera italiana in generale.

Il dibattito resta aperto, ma la voce proveniente dall’Espanyol offre uno sguardo utile: i protagonisti non sono solo i nomi che brillano in campionati potenti, ma anche quei giocatori-che-passano-che-non-si-dimenticano, capaci di scrivere nuove pagine del pallone d’oro in funzione di un percorso e non di una sola stagione. Napoli, dal canto suo, può guardare a questa narrativa come a una conferma del valore educativo e sportivo della sua cantera: talenti che, come Ruiz, hanno scelto strade diverse ma che, nel tempo, hanno restituito alla piazza azzurra la riconoscenza per una crescita che continua.

Nel frattempo, il capitolo resta aperto: chi sarà il prossimo a raccogliere la distanza tra promesse e realtà? Per ora, Fabian Ruiz è vicino al cuore dei tifosi partenopei non per l’effimera gloria di un premio, ma per la lunga pagina di una carriera costruita intorno a Napoli e al mondo del calcio europeo. Prossimi appuntamenti e nuove valutazioni attendono, con la Napoli che continua a raccontare storie di talento che nascono qui e brillano altrove.