Napoli incassa una sconfitta pesante in Champions League: 3-1 al Villarreal, all’Estadio de la Cerámica, seconda battuta d’arresto nel gruppo. L’avvio era stato promettente: Rrahmani aveva aperto le ostilità e i tifosi azzurri avevano assaporato qualcosa di positivo, ma la rimonta spagnola si è materializzata subito e ha cambiato i piani della serata. Dopo l’iniziale vantaggio della squadra ospite, Mikautadze e Mourino hanno girato l’interruttore della serata, chiudendo i conti a pochi minuti dal novantesimo con Oluwaseyi.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, la posta in palio sembrava più alta di quanto si sia visto in campo e, al di là degli episodi dal quale è scaturita la rete iniziale, è emersa una discussione tecnica sulle scelte tra i pali. La palla è entrata, ma la discussione resta aperta: quanto pesano le scelte in Champions League e quanto influisce l’interpretazione del ruolo tra gestione, tecnica e stacco dei reparti?
Sul banco degli imputati, oltre al collettivo, è finito Milinkovic-Savic, portiere che ha vissuto una serata non semplice. “Milinkovic-Savic? La sconfitta non è colpa sua. Sul secondo gol forse poteva fare qualcosina in più, anche se la palla parte secca. Io ho sempre detto che il suo posizionamento è sempre molto arretrato, per la stazza che ha dovrebbe stare un metro avanti. Ma questo vale in tutte le situazioni di gioco che affronta, non solo l’ultima gara”, la lettura di Raffaele Di Fusco, ex portiere azzurro, che analizza senza severità estrema ma con una sensibilità filtriata dall’esperienza tra i pali.
L’analisi di Stefano Sorrentino, altro volto noto tra i portieri, amplia il confronto: “Non è colpa sua se il Napoli ha perso. Ma non so se è per la stazza che ha, per il tipo di gioco che ha lui, ma sta molto indietro. Secondo me, il portiere di livello alto in Champions League una toppa la può mettere sull’errore di Politano. Insomma, può percepire. Ma lui non ha grosse responsabilità. Sul secondo gol, invece, mi sembra quasi sorpreso dal tiro. Però se su tre tiri in porta si prendono tre gol, per un portiere è un segnale”.
Il confronto tra chi guarda dall’esterno e chi vive la partita sul campo resta serrato. La sensazione che ne emerge è quella di una serata in cui la differenza tra una fase difensiva ordinata e una gestione tra i pali poco incisiva ha fatto la differenza, soprattutto in Champions League, dove ogni dettaglio può essere determinante. Milinkovic-Savic resta un punto cardine della porta azzurra, ma la riflessione tecnica invita a valutare anche la compattezza del reparto e la gestione delle situazioni da ultimo baluardo, soprattutto in competizioni di alto livello.
In chiusura di serata, la squadra di casa dovrà incassare l’umore negativo e trasformarlo in una reazione concreta già nel prossimo impegno di campionato e nelle prossime uscite continentali. Il Napoli ha di fronte la necessità di ritrovare equilibrio, fiducia e una solidità difensiva che possa restituire alla porta una sensazione di rassicurante controllabilità. La partita di Villarreal resta un PROMEMORIA: in Champions non bastano solo momenti di talento, serve compattezza continua e una lettura lucida di chi deve guidare il reparto tra i pali.
Nota: la narrazione incidente – con l’ampio spazio dedicato al tema tra i pali e alle opinioni di due ex portieri – ribadisce che la gestione tra i pali resta un tema di rilievo, ma non l’unico elemento della serata. Il Napoli resta in corsa, ma la strada per una gestione completa del gruppo resta ancora da definire.
