L’emergenza sulle fasce costringe il Napoli a una revisione immediata delle priorità. Con Olivera out per due o tre settimane e Favasuli indisponibile per oltre un mese, la linea laterale azzurra resta priva di una soluzione affidabile. Se il recupero lo consentirà, Luca Marianucci potrebbe essere protagonista di una trasformazione significativa, adattandosi al ruolo di esterno difensivo come “nuovo Favasuli”.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, lo staff tecnico sta valutando nuove vie tattiche per coprire le fasce senza incrementare il turnover. Pasquale Tina sottolinea la necessità di inventarsi qualcosa: la panchina non offre alternative certe e la squadra deve puntare sulla duttilità dei propri interpreti. «Bisogna inventarsi qualcosa per adattare qualcuno sulle fasce. Ora non c’è nessuno in panchina. Marianucci o Beukema possono allargarsi e non giocare al centro. L’ex Empoli l’ha già fatto e può essere una soluzione affidabile come vice-Di Lorenzo», ha chiarito Tina.

La soluzione non è solamente una questione di numeri, ma di equilibrio. La difesa, fin qui impostata per altre varianti, rischia di perdere pezzi e flessibilità. Per questo motivo Spinazzola potrebbe essere spostato a sinistra, liberando di fatto una fascia dove Di Lorenzo dovrà alternarsi o tenere il posto in virtù delle condizioni del momento. Marianucci, finora impiegato in ruoli diversi, verrebbe spostato al terzino destro per garantire respiro ai centrali e offrire opzioni di sbocco affidabili nelle ripartenze.

Il piano del tecnico, insomma, è doppio: in campo allargare le posizioni e in sala-vantaggi, valutare un possibile cambio di modulo. Allegri sta studiando le sedute prossime per capire se la 4-4-2 “camaleontica” possa cedere il passo a una soluzione ancora più elastica, capace di mantenere equilibrio senza sovraccaricare nessun esterno. Beukema e Marianucci diventano nomi chiave nel bicchiere di scorciatoie disponibili, una di quelle scelte che non nascono dal desiderio di sperimentare ma dalla necessità di proteggere la qualità della rosa in un periodo cruciale della stagione.

La situazione, raccontata dagli addetti ai lavori nelle ultime sessioni, resta fluida: alle domande sul modulo seguiranno risposte concrete solo al termine delle prossime sedute. Quello che è certo è che il Napoli si presenterà alle gare con una certa duttilità di reparto, pronto a mutare pelle a seconda degli avversari e delle condizioni fisiche dei propri calciatori. Il direttore tecnico e l’allenatore non hanno altre scelte: utilizzare al meglio ciò che la rosa può offrire e chiedere ai singoli di dare di più con una coperta che, per un po’, dovrà essere meno rigida e più adattabile.

In attesa di sviluppi concreti, la lettura più realistica è questa: il Napoli non può permettersi lacune sulla fascia, ma possiede elementi con la maturità per ricomporre l’equilibrio senza rinunciare all’identità di gioco. L’obiettivo è chiaro, almeno da qui: contenere l’emergenza, far fruttare ogni alternativa disponibile e trasformare una difficoltà in una nuova affidabilità collettiva. Il prossimo turno potrebbe diventare un banco di prova decisivo per la versatilità della rosa azzurra.