La salute della squadra azzurra è tornata al centro dell’attenzione dopo una serie di infortuni che stanno pesando sull’annata del Napoli. Tra Olivera e Favasuli si sostanzia un tema che va oltre le singole assenze: la tutela sanitaria della rosa e la necessità di una riflessione profonda su prevenzione e gestione del carico. Il dottor Maurizio Marassi, storico medico sociale della casa azzurra, ha commentato la situazione ai microfoni di Stile Tv offrendone una lettura oltranza, inserita in un contesto già segnato dall’andamento della stagione guidata da Massimiliano Allegri. Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, la discussione si è soffermata proprio su questi due casi specifici e sull’impianto complessivo della tutela sanitaria della squadra.

«Credo che sia un destino annunciato. Prima si dava la colpa a Conte, ma la situazione continua anche senza di lui. Bisognerebbe fare delle riflessioni sull’ambito della tutela sanitaria della squadra. Parlavo lo scorso anno di prevenzione e potenziamento dello staff sanitario perché il Napoli non può prescindere da uno staff sanitario all’avanguardia nella prevenzione, ma le cose sono rimaste come l’anno scorso», ha spiegato il medico in modo chiaro e quanto mai incisivo. Le sue parole tracciano una cornice dove l’attenzione al singolo infortunio si trasforma in un ragionamento di struttura, con una domanda implicita rivolta a chi di competenza: cosa sta davvero cambiando nel modo in cui la società progetta la salute della rosa?

«C’è qualcosa che non va da parecchio», è stata la seconda presa di posizione di Marassi, sempre riportata da Areanapoli. «Il Napoli ha un’età elevata nei calciatori e può essere questa la causa degli infortuni, ma anche i giovani si infortunano. E, sta accadendo ora che si gioca una volta e settimana, quando si giocherà una volta ogni 3 giorni, la cosa potrebbe complicarsi ancora di più. L’intensità e la frequenza di questi infortuni non può essere giustificata solo dall’età media. Altre squadre hanno un’età media simile al Napoli e non hanno questa frequenza di infortuni. In questo periodo si carica in previsione del tour de force che ci sarà tra qualche giorno per cui c’è qualcosa che non va e non da ora, ma da parecchio». Un’analisi puntuale che mette al centro non solo la condizione dei singoli, ma il peso globale del calendario e della preparazione fisica.

La terza parola chiave, sempre presente nel ragionamento del medico, è la prevenzione: «La prevenzione aiuta a non danneggiare gli atleti, ma a Napoli non credo ci sia la volontà o la consapevolezza di quanto sia importante la prevenzione sanitaria», conclude Marassi. Una critica che non si incentra sull’individuazione di colpe singole, ma sull’esigenza di un salto di qualità nello staff sanitario e nelle procedure di tutela del benessere della rosa. In una stagione che ha visto un carico di impegni sempre più intenso, la chiamata all’orizzonte è chiara: investire nella prevenzione è la chiave per restare competitivi, non solo per arginare una perdita sportiva immediata.

Il tema non si esaurisce nel singolo episodio: è una lettura sul modo in cui Napoli sta gestendo il futuro prossimo. La riflessione di Marassi arriva in un momento in cui l’allenatore della squadra, Massimiliano Allegri, è chiamato a guidare una rosa che deve fare i conti con una frequenza di appuntamenti che aumenta a breve. La sua gestione del gruppo non dipende solo dalla tattica o dai cambi in panchina, ma dalla capacità di preservare i giocatori nel lungo periodo, evitando una spirale di stop che potrebbe compromettere la forma e la continuità. L’invito è stato catapultato sull’attenzione pubblica: non è soltanto una questione di infortuni singoli, ma di una programmazione sanitaria che possa dare al Napoli la stabilità necessaria per reggere il calendario che verrà.

In conclusione, l’intervento di Marassi riapre una conversazione vitale per il Napoli: la salute della rosa non è un optional, ma un asset strategico per sostenere la sfida di una stagione lunga e impegnativa. Se la società saprà tradurre questa lettura in misure concrete, la squadra potrà affrontare il prossimo periodo con maggior equilibrio e ridurre la vulnerabilità agli infortuni. E per i tifosi azzurri, la domanda resta la stessa: quando arriverà un impulso strutturale che trasformi la tutela sanitaria in un punto di forza della campagna?