Luciano Spalletti, attuale allenatore della Juventus e, in passato, simbolo tattico del Napoli, si è espresso a Tuttosport senza volersi insinuare nelle polemiche personali tra De Laurentiis e l’ambiente azzurro. L’intervista ha avuto come filo conduttore la volontà di rimarcare Napoli e la passione dei suoi tifosi, offrendo una chiave diversa per inquadrare una stagione che resta legata ai ricordi di una città che ama il calcio in maniera viscerale.
«De Laurentiis mi punzecchia? Se vuole le parlo di Napoli, non di De Laurentiis», è stata la risposta di Spalletti quando gli è stata chiesta una replica alle ultime frecciatine percepite nei confronti del presidente azzurro. La sua reazione è stata questa: spostare l’attenzione sull’energia della gente, sui colori e sui principali riferimenti della piazza, senza scivolare in battibecchi personali. Il focus è, ancora una volta, la città che lo ha accolto come tecnico vincente e che continua a restargli nel cuore.
Eppure, il pezzo forte dell’intervista va oltre la cronaca: «Lì ho ricevuto la più spettacolare testimonianza dell’emozione dei tifosi: loro mi hanno contagiato. Il resto non mi interessa». Una frase che restituisce, più delle parole su De Laurentiis, la carica emotiva di una tifoseria capace di trasformare una stagione in un evento collettivo, alimentando quel legame tra Napoli e la sua storia recente di successi. Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, questa linea di contenuto sposta la lente d’ingrandimento sulla memoria sportiva dell’esperienza partenopea, ricordando lo scudetto che ha segnato quel periodo.
Sul fronte personale, Spalletti ha poi evitato risposte dirette sulle voci e le dichiarazioni del presidente, mantenendo una distanza che richiama la prudenza tipica di chi sa che nel calcio contano i fatti. Ma sul capitolo legato a Francesco Totti si è mostrato meno reticente, pur conservando la cautela: «Ma no, non mi fate far casino», ha premesso, alludendo al contesto mediatico generato attorno all’attenzione sul rapporto tra l’ex capitano della Roma e l’allenatore toscano. Il riferimento è al celebre spot televisivo che ha visto momenti narrativi forti e, in vista di novembre, una seconda parte già annunciata. «Siamo saliti sugli alberi, abbiamo messo le zattere nel lago, abbiamo creato dei cunicoli. In questi anni ho litigato di più con quelli che aveva intorno che con lui. Abbiamo fatto entrambi degli errori, ma lui è bravo. Anche ad essere leggero, a venirti a prendere per il c… di continuo», è la battuta che chiude, tra critica e autoironia, una pagina di calendario che resta legata a un passato recente ma estremamente vivo per Napoli.
L’attenzione resta però centrata sul presente azzurro, dove la memoria dei trionfi passati si intreccia con la necessità di guardare avanti. Spalletti, pur senza entrare nei dettagli delle dinamiche interne alla società, conferma come il vero valore della città resti nell’entusiasmo e nella forza del tifo, elementi che hanno plasmato una stagione indimenticabile e che contano più di qualsiasi polemica esterna. Napoli, insomma, non è solo una squadra: è un sentimento che trascina, contagia e rimane vivo anche quando il sipario si alza su nuove avventure.
