Capodichino resterà chiuso per tutto novembre a causa della riqualificazione della pista, e il Napoli ha già dovuto rivedere la propria logistica. Secondo Areanapoli.it, l’operazione impone scelte rapide e una gestione mirata dei voli per tutelare tempi e opportunità del calendario.
La chiusura dell’aeroporto napoletano, prevista dal 1° al 30 novembre, arriva in un periodo particolarmente intenso: cinque partite in quindici giorni. Per rispondere all’esigenza di contenere i tempi di spostamento e ridurre al minimo i trasferimenti non strettamente necessari, la dirigenza ha predisposto una soluzione logistica che privilegia il raccordo tra viaggi e partite, evitando rientri intermedi che avrebbero complicato ulteriormente la programmazione.
Seguendo questa logistica, la prima sfida di rilievo resta in agenda a Torino: la partita di Serie A contro la Juventus, in programma domenica 1° novembre alle 20:45 allo Stadium. Dopo il match, però, non è prevista una risalita a Napoli: il Napoli sarà diretto verso il Portogallo, in un percorso pensato per non interrompere immediatamente l’impegno europeo. Mercoledì 4 novembre, infatti, è in programma la sfida contro il Porto all’Estádio do Dragão, valida per la Champions League. Il ritorno è annunciato per giovedì 5 novembre, con atterraggio previsto all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento, piuttosto che a Napoli, in linea con le necessità logistiche imposte dall’interruzione di Capodichino.
L’obiettivo di questa gestione è chiudere una settimana cruciale senza sprechi di tempo: cinque partite in quindici giorni possono richiedere viaggi stretti e scambi rapidi di ambienti, soprattutto in un periodo in cui i tempi tra una gara e l’altra sono particolarmente serrati. La scelta di volare direttamente da Torino a Porto e poi rientrare in area Salerno-Cilento evita una lunga lunga aids di spostamenti interni, riduce i tempi di attesa e permette al gruppo di mantenere una routine di lavoro relativamente stabile nonostante le variazioni logistiche.
La squadra resterà lontana da casa per circa cinque giorni, dopo la trasferta di Monza, e la decisione di atterrare a Salerno Costa d’Amalfi per il rientro riflette l’esigenza di ottimizzare i tempi senza rinunciare a continuità di lavoro e riposo. È una scelta dettata dai fatti concreti: Capodichino chiuderà per tutto novembre, e la gestione delle trasferte diventa parte integrante del piano di altissimo livello richiesto da un mese di calendario così fitto.
In definitiva, Napoli ha scelto di trasformare una difficoltà logistica in una sequenza di viaggi mirati e funzionali alle esigenze competitive: rimanere concentrati, ridurre i tempi morti e garantire una contiguità tra impegni di campionato e competizioni europee. Come sempre, resta da monitorare l’evoluzione della situazione aerea e la conferma delle date, ma l’impianto di lavoro delineato finora appare coerente con l’obiettivo di non rinunciare a concentrazione, allenamento e prestazione.
Fonte originaria: www.areanapoli.it
