Francesco Totti torna a far discutere di calcio con la leggerezza tagliente di sempre, ospite all’evento di presentazione dell’album Calciatori Panini. Tra una battuta e l’altra, l’ex capitano della Roma guarda al presente e al futuro del calcio italiano, offrendo una lettura personale sui protagonisti della stagione senza risparmiare nessuno.
Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, la stoccata più forte arriva sul piano europeo: “Marcia in meno? No. Si può perdere una partita, sia in Europa sia in campionato. Il problema è che in Italia quando si perde una partita si amplifica tutto. L’Inter è una grande squadra, una squadra competitiva che arriverà in fondo in Italia e in Europa. Champions? L’Inter può vincere, se le dice bene”. È una convocazione pratica e convinta, che mette da subito la Champions League al centro del discorso, ma senza scelte catastrofiche: un giudizio di fiducia su una big che ha dimostrato capacità di resistere alle pressioni.
Non manca, poi, una nota sull’individuo simbolo della caratura internazionale: “Il Pallone d’Oro lo darei a Kane.” Una risposta diretta che fa da contrappunto alla storia della Roma, dove, secondo Totti, non c’è un leader evidente tra i top player, ma una squadra che sta crescendo come gruppo. E se la Roma avanza ambizioni, non manca una riflessione sull’allenatore che sta guidando il progetto: “Ma se devo citare uno metto il mister, Gian Piero Gasperini. Sta creando un grande gruppo, compatto e unito che ha voglia di dimostrare. E’ una Roma che può competere per lo Scudetto. Sappiamo che l’Inter ha una marcia in più, però è una squadra che può dar filo da torcere all’Inter. Se la Roma se la gioca col Real Madrid? Se la gioca, sì, anche se poi di fronte hai un club importante. Non è il Real Madrid dei tempi nostri, quella era veramente una squadra di Galacticos, però bisogna sempre portare rispetto. E’ una partita di Champions, difficile per entrambi. Venire a giocare all’Olimpico davanti a 70mila persone non è semplice”.
Il racconto di Totti non tralascia una battuta sul presente della Lazio, prima in classifica: “Non me l’aspettavo ma non se l’aspettava nessuno, neanche Gattuso. E’ una squadra forte, che sta prima in classifica quindi chapeau. Sta facendo bene ed è giusto che sia con quella classifica. Chivu? Grande. Ha dimostrato di essere all’altezza di una grande squadra. Ho avuto la fortuna di conoscerlo come giocatore, abbiamo condiviso tante cose belle. Penso che farà grandi cose con l’Inter.” Una valutazione che, come spesso accade, guarda oltre l’immediato, riconoscendo a Luca Chivu la capacità di crescere in un contesto competitivo.
E non mancano le risate che ammorbidiscono la serietà del momento: “Se c’è qualcuno in Serie A che ricorda Totti? Io non me lo ricordo, voi ve lo ricordate?” Un momento di autoironia che illumina il confronto tra la leggenda del passato e la realtà odierna del calcio italiano. E se la fantasia si sente anche sul fronte delle provocazioni sportive, non mancano i riferimenti al mercato personale: “Se mi sarebbe piaciuto giocare con Malen? Sì, perché no. Anche perché è un grandissimo giocatore, fa movimento e si butta negli spazi. Fa la differenza. Da quando è arrivato si è espresso ai massimi livelli, perciò stiamo parlando di un top player: spero che continui su questa strada.” Per chiudere con una nota di realismo, ma all’insegna della nostalgia controllata: “Se sono maturi i tempi per un mio ritorno alla Roma? A Roma sì, alla Roma no” (ride, ndr).
L’atmosfera di Panini, quindi, diventa anche una lente d’ingrandimento su come il calcio vivo in Italia dialoghi tra club della stessa élite e realtà diverse. Napoli legge il quadro con interesse semplice: una stagione che mette alla prova grandi organici, leadership tecniche e capacità di restare competitivi su più fronti. Per i tifosi azzurri, è un promemoria che l’orizzonte italiano resta ricco di intrecci interessanti, tra continuità e sorprese.
Dove va davvero il dibattito tra Inter, Roma, Lazio e le altre, resta ancora da scrivere. L’unica cosa certa è che la scena italiana continua a offrire personaggi capaci di spiazzare con una battuta, offrire una visione lucida con una frase tagliente e tenere viva la curiosità sul mercato, senza prendersi troppo sul serio ma senza rinunciare a una certa autorevolezza. Il Napoli — come sempre — osserva, annota e aspetta. Perché, in fondo, il calcio resta una questione di passi avanti, non di proclami.
