Secondo Areanapoli.it, che cita un’intervista rilasciata a Sportico, l’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta coltiva un progetto ambizioso per il calcio napoletano: riportare Napoli a una polisportiva e, se la strada per il Napoli dovesse restare chiusa, proporre una nuova squadra cittadina costruita dal basso.

L’obiettivo primario resta l’acquisto del Napoli dalle mani della famiglia De Laurentiis, ma se questa strada non dovesse aprirsi, è pronta un’alternativa credibile: non solo rimettere al centro una rilevanza civica legata al mondo del calcio, ma anche pensare a un rilancio di un marchio storico della città attraverso una nuova realtà sportiva nata dall’idea di radicarsi nel tessuto locale.

Rizzetta richiama una pagina di storia napoletana ancora viva nel dibattito calcistico attuale. L’ipotesi è di recuperare elementi di realtà calcistiche anteriori all’attuale SSC Napoli, come Naples Football and Cricket Club e Internapoli, realtà che hanno contribuito a formare la memoria sportiva della città e che, nel corso dei decenni, hanno intrecciato percorsi diversi fino all’emergere della società principale nel 1926.

Il gruppo UGP ha acquisito i diritti di proprietà intellettuale di quel club che cessò di esistere dopo la fondazione dell’SSC Napoli nel 1926. Nel caso si aprisse una strada alternativa, l’intento sarebbe quello di riportare in vita un marchio storico, con un progetto radicato nel territorio e costruito dal basso, capace di raccontare una Napoli diversa pur mantenendo legami con la propria memoria calcistica.

La proposta non resta focalizzata sull’unico obiettivo di prima squadra, ma prevede investimenti strutturali e sportivi che possano avere ripercussioni sul lungo periodo. Tra gli orientamenti indicati c’è l’attenzione al settore giovanile, alle infrastrutture, all’innovazione e al rapporto con la comunità: elementi fondamentali per far crescere una realtà capace di offrire alla città una voce sportiva nuova, anche in chiave derby, qualora le condizioni lo permettessero in futuro.

In questo contesto, l’apertura al pensiero di una “seconda Napoli” calcistica viene illustrata con rispetto per la gestione della SSC Napoli e per la famiglia De Laurentiis, riconoscendone lo sviluppo degli anni passati. Ma l’orizzonte non si ferma qui: se le condizioni si allineassero, si continua a parlare di un progetto che potrebbe cambiare l’assetto sportivo della città, offrendo una dinamica diversa tra passione, territorio e identità.

La fase è certamente embrionale e non c’è alcuna conferma di avanzamenti concreti in tempi brevi. Tuttavia, l’idea di Rizzetta pulsa come una prospettiva possibile per Napoli: una città che, pur nel rispetto del presente, guarda a una memoria viva e a un domani sportivo che potrebbe includere nuove sfide, nuove opportunità e, perché no, un derby che oggi resta un’idea per il futuro.