Secondo quanto riportato da areanapoli.it, Matt Rizzetta, proprietario del Napoli Basket, guarda oltre la pallacanestro e disegna per Napoli un orizzonte che mescola sport, immobiliare e grandi appuntamenti internazionali. L’idea è quella di trasformare la città in una polisportiva di livello mondiale, partendo da una missione condivisa: consolidare e moltiplicare le sinergie tra le realtà sportive locali. Ma non è tutto. L’obiettivo è anche attirare progetti di grande impatto urbano, come un eventuale circuito di Formula 1 a Napoli, ipotesi che prenderebbe corpo nel contesto della recente fuoriuscita di Imola dal calendario. E su tutto aleggia la consapevolezza che le decisioni future dipenderanno da una collaborazione stretta tra pubblico e privato, in linea con le relazioni instaurate con l’amministrazione comunale e con personalità influenti del territorio.
La prima fase del progetto Napoli Sports è chiara: “La prima fase consiste nel consolidare tutte le realtà sportive, riunirle e costruire un grande marchio sotto l’identità Napoli Sports. La seconda fase riguarda il collegamento tra sport e settore immobiliare. Lo stiamo già facendo con il palazzetto del basket e, se riusciremo a concludere l’operazione calcistica, vorremmo seguire lo stesso modello anche con lo stadio. Lo stesso principio potrebbe essere applicato alla pallavolo, attraverso la realizzazione di un’arena dedicata, oppure agli sport acquatici, come pallanuoto e nuoto, con la costruzione di un centro dedicato”. Un piano che mette al centro l’idea di creare sinergie tra discipline diverse e infrastrutture dedicate, per dare al movimento sportivo napoletano una centralità che vada oltre le singole competizioni.
Sul tavolo, però, c’è anche una porta che si distingue dalla gestione sportiva: la possibilità di una candidatura per ospitare una tappa della Formula 1 a Napoli. “Si parla inoltre della possibilità che la Formula 1 possa arrivare a Napoli come nuova tappa, dopo l’uscita di Imola dal calendario. In quel caso, saremmo certamente coinvolti nella candidatura per portare la Formula 1 in città, un progetto che comporterebbe anche importanti opportunità immobiliari. Molti di questi interventi potrebbero essere sviluppati attraverso accordi di partenariato pubblico-privato, resi possibili anche grazie ai rapporti che abbiamo costruito con l’amministrazione comunale e con alcune personalità influenti del territorio”. Un passaggio che, se dovesse procedere, aprirebbe una nuova dimensione di sviluppo immobiliare legato agli appuntamenti sportivi di livello mondiale.
La terza fase del progetto guarda al breve e al lungo raggio: diversificare ulteriormente gli investimenti. “La terza fase sarebbe la naturale evoluzione delle prime due: diversificare ulteriormente gli investimenti. Napoli sta vivendo una crescita turistica straordinaria. C’è la Costiera Amalfitana, ci sono opportunità nel settore alberghiero, nell’ospitalità, nella ristorazione e nelle infrastrutture. Inoltre, a Napoli si trova una delle più grandi basi militari statunitensi in Europa, oltre alla presenza della NATO. Le possibilità di crescita nei prossimi dieci anni sono davvero numerosze.” Una sintesi che riflette l’idea di un Napoli orientato all’offerta turistica e sportiva come leva di sviluppo, senza limitarsi alle peculiarità del calcio.
La narrazione di Rizzetta non si ferma all’orizzonte sportivo. Dietro ogni pagina di Napoli Sports emergono scenari concreti di gestione delle strutture, partnership pubbliche, e una visione di crescita che mira a utilizzare lo sport come volano di investimenti e riqualificazione urbana. Dettagli sulle tempistiche o sulla fattibilità definitiva restano da definire, tra valutazioni di mercato, autorizzazioni e accordi di lungo periodo. Ma l’intento è chiaro: Napoli deve essere pronta a trasformare la passione sportiva in una cornice di opportunità economiche e sociali, con la F1 e altri grandi progetti come possibili leve di sviluppo, nel rispetto dei fatti, delle procedure e delle dinamiche cittadine.
