Secondo AreaNapoli.it, Matt Rizzetta, imprenditore italo-americano e patron del Napoli Basket, resta fiducioso sull’acquisizione del Napoli Calcio da De Laurentiis, avanzando una visione di polo multisportivo intorno al marchio Napoli. L’operazione è discussa anche in un’intervista rilasciata a Sportico, dove l’imprenditore descrive lo stato della trattativa e il progetto che potrebbe dare nuova dimensione al rapporto tra sport cittadino, calcio e sportiva.

Ho avuto modo di conoscere la famiglia De Laurentiis, proprietaria della società, che ha rilevato il Napoli dopo il fallimento nel 2004. Da allora Aurelio De Laurentiis ha portato il club a diventare una presenza abituale in Champions League e una delle trenta società calcistiche di maggior valore al mondo. Ha fatto un lavoro straordinario e negli ultimi anni abbiamo costruito un ottimo rapporto. Vedremo come si evolverà la situazione. La nostra visione è certamente quella di riunire le diverse realtà sportive e costruire un grande polo multisportivo sotto il marchio Napoli, un brand straordinario, proprio come fanno Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. Non credo sia un caso che tre dei quattro o cinque marchi calcistici più preziosi al mondo appartengano a società multisportive come Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco, tutte con un valore d’impresa superiore ai cinque o sei miliardi di euro. Come ho già detto, Napoli è una città con un’unica grande squadra di calcio.

Spero di riuscire a trovare un accordo con De Laurentiis. Non dobbiamo dividere la città in due fazioni o creare una contrapposizione tra diverse tifoserie. L’intera comunità potrebbe sostenere un progetto di questo tipo. Naturalmente ci sono ancora diversi aspetti da definire, ma da parte nostra c’è la volontà di procedere e il rapporto con l’attuale proprietà è ottimo. Spero che riusciremo a concludere un accordo, proprio come la NBA auspica di trovare un’intesa con l’EuroLeague.

Trattative in corso per il Napoli. Assolutamente sì. Siamo fiduciosi di riuscire a prendere il Napoli. Per realizzare correttamente la nostra visione multisportiva a Napoli, abbiamo bisogno del calcio. L’SSC Napoli è chiaramente la scelta più logica, ma ci sono ancora diversi passaggi importanti da completare affinché l’operazione possa concretizzarsi. Siamo determinati a portarla a termine e sono fiducioso che ci riusciremo. Se non dovesse accadere, però, abbiamo un’alternativa assolutamente valida. Non la definirei nemmeno un piano B, perché ogni mattina mi sveglio pensando che, in realtà, potrebbe rivelarsi persino migliore del piano A. Si tratterebbe di sviluppare un progetto calcistico con una modalità diversa, secondo una nostra visione. Penso a un modello simile a quello del Como o dell’Union Berlin: il Como, ad esempio, dieci anni fa militava in quarta serie e oggi è arrivato a competere ai massimi livelli, con una valutazione superiore al miliardo di euro.

SSC Napoli resta l’asset più importante. Ha costruito un progetto molto interessante, partendo dalle fondamenta. È un modello che prenderemmo sicuramente in considerazione e per il quale siamo pronti a cambiare strategia. Abbiamo una tempistica indicativa e non credo che andremo molto oltre l’inizio del prossimo anno prima di prendere una decisione definitiva. L’SSC Napoli resta naturalmente l’asset più importante e siamo determinati a concludere un accordo. Se non dovesse accadere, avremo comunque un’alternativa perfettamente percorribile.

Napoli è una città con una realtà unica nel suo genere: è la più grande al mondo ad avere una sola squadra di calcio. Napoli, ha osservato Rizzetta, è un caso particolare rispetto a capitali europee come Madrid, Londra, Milano o Roma, dove convivono più club di alto livello. Una considerazione che, nel contesto della trattativa e della visione multisportiva, mette in evidenza la responsabilità di creare un progetto capace di coinvolgere tifosi, città e istituzioni attorno a un brand che possa crescere su più fronti senza spezzare l’unità della comunità calcistica locale.

Analisi
La ratio editoriale di questa trattativa è chiara: unire più discipline sotto un unico brand Napoli, con la prospettiva di rafforzare la valorizzazione del patrimonio sportivo cittadino e di aprire nuove sinergie commerciali. Le dichiarazioni di Rizzetta inscritte nel contesto di un settore in continuo cambiamento confermano l’interesse di investitori esterni a collocare Napoli non solo come realtà calcistica, ma come polo sportivo integrato. Rimangono da definire i passaggi legali, patrimoniali e sportivi, nonché il consenso delle componenti interne al club di De Laurentiis. Se l’accordo dovesse andare in porto, potrebbe cambiare la dinamica tra tifoseria, città e mercato: un modello multisportivo che richiama esempi internazionali ma, per essere sostenibile, dovrà rispettare la storia e l’identità del Napoli. In alternativa, la proposta di Rizzetta non va bollata come un “piano B” stretto, ma come un progetto complementare che potrebbe evolvere in una formula diversa, senza rinunciare a una sinergia tra calcio e sport ad alto livello. In ogni caso, la discussione resta aperta e resta centrale la parola alle parti interessate nel prossimo periodo.