Secondo Areanapoli.it, il 2-2 maturato al Franchi tra Fiorentina e Atalanta restituisce una partita dal senso duplice per la Dea: bel gioco offensivo a tratti mostrato e una situazione infortuni che sta diventando, giorno dopo giorno, un tema sempre più pesante. Il risultato non aiuta la classifica: l’Atalanta non riesce a risalire posizioni e resta a mani vuote nel tentativo di riavvicinarsi al gruppetto di testa.

In campo, non è mancata una scintilla di qualità: Charles De Ketelaere ha firmato un gol e un assist, dimostrando di essere una variabile utile nello scacchiere nerazzurro. L’apporto di un giocatore di qualità tecnica elevata è una nota positiva in una stagione segnata dall’emergenza infortuni: la lista di indisponibili resta lunga e soggetta a nuovi aggiornamenti, con l’infermeria che sembra riempirsi di giorno in giorno.

La fotografia della serata toscana è stata tuttavia dominata da un altro dato: otto giocatori completamente assenti e due che potevano essere utilizzati solo part-time. A questa cornice, si sono aggiunti altri due infortuni durante la trasferta, aumentando la preoccupazione per le prossime sfide. Kristensen ha dovuto lasciare precocemente il campo con uno stop lampo, mentre Gaetano ha accusato un fastidio. Una regressione della disponibilità che, al netto delle qualità dimostrate in campo, limita le scelte di Sarri e compagni.

Sollecitato sul tema dai cronisti al termine dell’incontro, il tecnico toscano non ha nascosto la gravità della situazione: «Sono preoccupato, mezza squadra è fuori. Oggi avevamo otto giocatori completamente assenti e due che potevano essere utilizzati solo part-time. Ne abbiamo persi altri due, quindi si rischia che alla prossima partita siano dieci più due. Non mi sembra una situazione semplice». Le parole del mister riassumono una realtà che, pur non cancellando l’impegno degli uomini in campo, pesa sulle scelte tattiche e sulla possibilità di reagire con continuità nelle prossime settimane.

Non è però solo una questione di cifre e rotazioni. Sarri ha insistito su una lettura più profonda della prestazione: «Non stiamo piangendo: stiamo andando in campo e stiamo facendo le nostre partite. La squadra, per le difficoltà che ha in questo momento, è viva». E ha aggiunto che la pericolosità offensiva è stata presente: «Abbiamo trovato una pericolosità offensiva di alto livello; c’è da ritrovare un po’ di equilibrio e di compattezza, però rispetto a qualche partita triste ora siamo una squadra viva. E in un periodo difficile bisogna accontentarsi anche quando arriva un punto».

L’ampiezza del turnover che manca, insieme alle assenze lunghe, impone una riflessione su come l’Atalanta possa conservare la competitività nelle prossime partite. La prestazione di De Ketelaere resta una nota incoraggiante, ma non basta per mascherare i problemi strutturali legati agli infortuni. In stagione, già in passato, la rosa nerazzurra ha saputo reagire con compattezza quando ha avuto a disposizione i giocatori giusti: ora la sfida è mantenere la linea nonostante un parco giocatori ridotto.

In pratica, l’augurio è che la Dea possa recuperare elementi chiave nel breve termine, ridurre l’impatto delle assenze e ritrovare quell’equilibrio che, a oggi, resta la chiave per non perdere terreno in campionato. Per il momento, la cronaca racconta una serata di luci e ombre: una partita che conferma sia le potenzialità offensive che le fragilità strutturali dell’organico, chiamando la squadra ad un cambio di passo concreto nei prossimi impegni.