Tomi Lavezzi Jr. esplode in Argentina: Napoli osserva, il Pocho resta nel mirino
Tomi Lavezzi, diciannovenne di Barracas Central, è al centro di una serata che potrebbe cambiare la sua traiettoria. Entrato nel secondo tempo dell’incontro contro l’Atlético Tucumán, ha girato la partita da protagonista firmando due assist decisivi che hanno ribaltato il punteggio e guidato i suoi al 3-2 finale. Una notte magica che ha acceso le luci su una giovane carriera finora riservata agli holler della Primera División.
Dalla procura di Rosario alle luci di Buenos Aires, il cammino di Tomi è stato tutto fuorché lineare. Prodotto delle giovanili di Rosario Central e dell’Unión de Santa Fe, ha discusso i primi cartellini da professionista nel maggio 2025, in Copa Sudamericana, con l’Unión. Poi il salto in Barracas Central, dove è esploso: un mix di corsa, elastico controllo palla e intuizioni che ricordano da vicino il metodo di gioco del padre, Ezequiel Lavezzi, l’indimenticabile Pocho che ha scritto pagine importanti al Napoli tra il 2007 e il 2012.
In campo si osserva una somiglianza tangibile: fisico asciutto, baricentro basso, rapidità negli spunti stretti. Non è solo una somiglianza estetica: le movenze, la visione di gioco e la capacità di inventare soluzioni semplici in situazioni difficili hanno la capacità di trasformare una partita. A distanza di anni, i tifosi napoletani ritrovano nel cognome una memoria affettiva, ma la vera storia qui è quella di un ragazzo che sta prendendo bere dal proprio talento e portarlo oltre i confini nazionali.
Nel contesto familiare, è nata una storia parallela di rinascita. Ezequiel Lavezzi, noto in patria come El Pocho, ha raccontato di aver vissuto una battaglia dura legata alla salute mentale, una fase che ha affrontato con la consapevolezza di dover prendersi cura di se stesso per non pesare sul percorso del figlio. Come riportato da Tuttosport, l’ex calciatore ha dichiarato di essersi curato per amore di Tomi: “Mi sono curato per lui, non potevo rovinargli la vita”. Una frase che racconta una famiglia che cerca di restare unita nel momento in cui il figlio sembrerebbe destinato a scrivere una propria pagina di calcio, magari lontano dall’Argentina, ma non troppo distante dall’ultima fibra della storia azzurra.
La notizia, però, va incorniciata anche nel contesto di mercato. Napoli resta una piazza che guarda al Sud America con attenzione, e non è un mistero che la dirigenza azzurra tenga d’occhio i giovani talenti in ascesa. Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il Napoli continua a monitorare profili provenienti dal continente sudamericano, con l’idea di coltivare una linea di mercato che coniughi identità e potenziale, magari senza fretta ma con una porta aperta alle opportunità giuste. Il riferimento è anche al fatto che il club partenopeo non smette di valutare scenari utili a rafforzare la rosa in chiave futura, mantenendo alto l’interesse per le prossime generazioni.
L’ipotesi non è una promessa né una certezza, ma rappresenta una traccia concreta che fa riflettere sia i tifosi sia i piani tecnici. Napoli non ha annunciato mosse imminenti, ma la storia di Tomi – e l’immagine che porta con sé la figura del padre – rientra in quel filone di talenti che potrebbe, in un orizzonte non distante, diventare interessante anche per una realtà europea. Il fatto che Tomi stia emergendo in una lega competitiva come quella argentina rende questa prospettiva meno fantasiosa e più realistica agli occhi di chi segue da vicino l’evoluzione delle giovani leve.
Resta da capire se Tomi continuerà su questa traiettoria ascendente e se l’attenzione del Napoli si tradurrà in contatti concreti. Per ora, la storia è: un talento che ridefinisce la sua identità in campo, una famiglia che guarda avanti con la consapevolezza di un percorso condiviso tra passione e cura, e una tifoseria azzurra che, pur restando cauta, non nasconde la speranza di tornare a sognare con il cognome Lavezzi stampato sul petto di una maglia del Napoli, magari a testimoniare che la storia di El Pocho può avere un nuovo capitolo giocato da suo figlio.
