Napoli è chiamata a dimostrare di restare unita anche quando la classifica fa tremare i Ottavi di stagione. In una città che vive di passione, il gruppo ultras Anima Azzurra ha scelto la forma più visiva per invocare coesione: uno striscione esposto sul Ponte della Sanità, con un messaggio netto rivolto a chi scruta l’orizzonte solo quando la squadra sorride in tabellino. Come riportato da Areanapoli.it, sullo storico passaggio pedonale è comparso il cartello che dice: «Ami solo se vinci, infame. Si cade anche, ma sempre insieme tutti!».

La notte della protesta silenziosa ma potentemente eloquente arriva dopo una serie di risultati non all’altezza delle aspettative e di una narrativa che ha alimentato spinte critiche e contropelo tra i tifosi. Da una parte c’è chi, tra parole di scetticismo e malcontento per le prestazioni, invoca risposte immediate; dall’altra, c’è chi prova a traghettare l’orgoglio fino ai prossimi impegni decisivi, cercando di riunire una tifoseria che resta il dodicesimo uomo di questa stagione.

A raccontare la genesi e il significato di quell’iniziativa è intervenuto Giuseppe Lanzetta, esponente del gruppo Anima Azzurra. E non nasconde amarezza: «Questi giorni sono stati difficilissimi, si è parlato tanto, troppo. Davvero troppo. La cosa che più mi ha colpito è stata l’infamia. L’infamia di chi già si è tirato fuori. Di chi pensa di sapere tutto, di avere la soluzione su tutto, chi deve restare, chi deve andare via, eccetera eccetera. L’infamia di chi ama solo quando si vince. Facile, troppo facile».

Lanzetta non si limita a denunciare il clima: ribadisce che la vera passione non è legata ai trofei o alle singole vittorie, ma all’impegno quotidiano e al legame con la maglia. «I veri tifosi si vedono adesso, dimostra di amare la maglia ora. Dal baratro si sale e scende tutti insieme. Un onore immenso va tributato agli oltre duemila tifosi che non hanno fatto mancare il proprio sostegno dal vivo in Portogallo», conclude, offrendo una lettura prosaica ma importante del valore della presenza, dentro e fuori dal campo.

Il messaggio della Sanità, dunque, non è una sfiducia necromonica, ma un appello a non mollare nei momenti di maggiore difficoltà. In una fase in cui ogni risultato può cambiare il dialogo tra squadra e pubblico, la questione non è chi ha ragione o torto sugli ultimi avvenimenti, ma se la città saprà restare compatta. I prossimi impegni decideranno quanto sarà forte davvero questa identità. E i tifosi lo hanno già dimostrato: la presenza, la fede e la capacità di restare uniti quando la stagione chiede di alzare la testa rimangono elementi essenziali per affrontare le sfide che verranno.