Il Como di Cesc Fàbregas sale ancora in alto in Serie A grazie a un 1-0 sul Venezia, risolto da un rigore di Lucas Da Cunha al 43’. Lo Stadio Giuseppe Sinigaglia è stato teatro di una partita controllata a lungo dai padroni di casa, che hanno tenuto il pallino del gioco con un possesso elevato e numerose occasioni. Il successo contro l’ultima in classifica mantiene i lombardi in posizioni di grande attenzione, ma non è passato in secondissimo piano l’episodio che ha acceso le polemiche nel primo tempo. Come riporta Areanapoli.it, la dinamica del contropiede veneziano e la successiva decisione arbitrale hanno accompagnato tutta la partita, offrendo un focus diverso rispetto al gol decisivo.
Il momento clou della prima frazione riguarda un contropiede del Venezia al 28’. Busio arriva in area, controlla e la deviazione sul braccio di Luis Milla del Como sembra involontaria ma è sufficiente a chiedere il rigore. Ferrieri Caputi fischia subito, ma il controllo VAR lungo e articolato cambia le carte: al microfono l’arbitro annuncia la revisione in campo e, dopo il consulto, decide di togliere il penalty, spiegando che “il giocatore del Como non commette alcun fallo”. La decisione scatena le proteste dei veneziani e la ferita resta aperta tra chi ritiene quella la punizione giusta e chi lo considera un chiaro errore di valutazione.
La moviola di Marelli separa nettamente i punti di vista. Luca Marelli, esperto arbitrale noto agli appassionati di DAZN, ha commentato in modo deciso la decisione: “Questa è una decisione che non mi trova per nulla d’accordo: c’è un movimento del braccio ad allargarsi e non a stringersi. Siamo in un campionato in cui sono state fatte valere tante decisioni prese in campo e questa è molto lontana da una on-field review.” Le sue parole hanno alimentato ulteriori riflessioni sul ruolo del VAR e sulla soglia tra contatto, movimento tattico e interpretazione arbitrale, soprattutto in una sfida dove una squadra ha dominato il possesso e ha costruito numerose occasioni.
Nel frattempo, Como ha gestito la parte offensiva: pressing alto, ritmi sostenuti e una capacità di costruire occasioni che hanno tenuto la retroguardia veneziana spesso impegnata. Stankovic è stato chiamato a interventi importanti, con risposte che hanno tenuto aperta la gara fino all’antivigilia del primo tempo, quando Da Cunha ha trovato l’angolo perfetto dal dischetto per firmare l’1-0. La rete ha chiuso sostanzialmente la contesa, ponendo il Como in una posizione di maggiore tranquillità rispetto alle fasi iniziali della partita, nonostante le proteste per l’episodio da rigore annullato.
La vittoria rafforza l’immagine di una squadra capace di gestire partite difficili contro avversari temuti, e conferma una serie di segnali incoraggianti su una rosa che sta crescendo in compattezza e solidità. L’analisi tattica resta quella di un Como che ha saputo imporre il proprio ritmo, alternando fasi di contenimento a momenti di pressione elevata, pur senza risultare tutt’altro che vulnerabile a contropiedi e situazioni di transizione.
Dal punto di vista della classifica, il risultato consente al Como di consolidare la posizione nelle zone alte della graduatoria, in una stagione che sta prendendo una direzione interessante per una squadra che ha mostrato una crescita costante. Venezia, invece, resta in una posizione che richiede risposte rapide, soprattutto sotto il profilo della gestione delle palle inattive e delle gare in cui la fase offensiva si fa meno brillante rispetto agli avversari.
In conclusione, la vittoria del Como arriva tra conferme di un progetto tecnico che sta maturando e una controversia arbitrale che continuerà a dividere tifoserie e addetti ai lavori. Rimane da capire se le scelte di Ferrieri Caputi, al di là del rigore non concesso, saranno in grado di incidere sulle prossime sfide e se i lagunari sapranno trasformare l’energia delle polemiche in una reazione concreta in campionato.
