Napoli e i suoi tifosi restano divisi sull’apporto di Kevin De Bruyne. Secondo www.areanapoli.it, tra applausi e critiche c’è chi riconosce la classe dell’ex City e chi contesta l’incidenza del belga in Campania.
In campionato De Bruyne ha segnato nove gol in ventotto partite, una cifra che evidenzia utilità e luminosi lampi di qualità. La scorsa stagione, però, è stata frenata da un lungo infortunio che ne ha rallentato la continuità e alimentato la sensazione che possa rendere di più.
Non mancano giudizi per cui avrebbe potuto dare di più: in azzurro ha espresso soltanto una porzione minima del potenziale che ha dimostrato altrove, e la percezione comune è che la sua incidenza, pur positiva, non sia stata costante o determinante in ogni partita della stagione.
Il rettore e noto tifoso del Napoli, Guido Trombetti, ha parlato ai microfoni di Prima Tivù: «Ve lo dovete mettere in testa tutti, ma il vero fuoriclasse del Napoli non è Kevin De Bruyne, ma un altro. Il mio riferimento è a David Neres. Se non avesse avuto tanti infortuni ora costerebbe ben cento milioni di euro e farebbe la differenza sempre perché sa cambiare il volto delle partite».
Questa presa di posizione aggiunge una traccia di riflessione sul possibile assetto offensivo della squadra: lo sguardo si sposta dal confronto immediato tra De Bruyne e i compagni a una valutazione più ampia sul potenziale di Neres, citato come riferimento di una reale differenza di livello se la sua condizione fisica glielo permettesse.
La dichiarazione di Trombetti resta una voce tra le altre in un dibattito che continua a infiammare i sostenitori. De Bruyne resta un giocatore di alto profilo, capace di regalare soluzioni tecniche e gol, ma la lettura comune è che sia necessario vedere continuità e rendimento costante per giustificare l’investimento in un periodo di rinnovamento della rosa. Dall’altra parte, la riflessione su Neres non è una promessa di reinvenzione immediata, ma un promemoria sul valore potenziale che una carriera priva di infortuni potrebbe avere nel contesto della Serie A e della stagione azzurra.
In fin dei conti, la chiave resta la capacità della squadra di tradurre le doti individuali in contributo collettivo: De Bruyne ha dimostrato di poter incidere, ma la domanda aperta è quanto possa pesare davvero nel cammino del Napoli senza interrompere la linearità di sviluppo che la società sta costruendo. Rimanendo fedeli ai fatti, l’orizzonte resta quello di una stagione che potrà chiarire se il vero fuoriclasse del Napoli sia davvero un nome diverso da De Bruyne o se la risposta sia da cercare sul campo, con prestazioni costanti e continuità di rendimento.
