Una serata europea amara per il Milan, sconfitto 0-2 dal Ferencvaros in Europa League. Dopo la gioia del derby contro l’Inter, Amorim aveva provato a mantenere lo slancio con un turnover massiccio: sei cambi rispetto al match di sabato. Secondo AreaNapoli.it, la scelta non ha funzionato: la squadra è sembrata priva di equilibrio e di mordente, incapace di capitalizzare i momenti giusti e vulnerabile nelle ripartenze avversarie.
Nel primo tempo i magiari hanno imposto il proprio ritmo e hanno creato diverse occasioni per sbloccare il punteggio, costringendo il giovane portiere Torriani a interventi decisivi: almeno quattro parate che hanno tenuto aperta la partita. Il Milan ha faticato a costruire, non riuscendo a dare fluidità al proprio gioco e mancando di quella velocità di pensiero necessaria per evitare di esporre la difesa.
La situazione è cambiata nella ripresa, ma non in favore dei rossoneri. Al 52’ De Winter, in una lettura difensiva errata, rovescia il pallone in pressione e travolge Zachariassen: l’arbitro fissa il vantaggio per l’avversario e Joseph sfrutta l’occasione per infilare il raddoppio, chiudendo virtualmente la partita. Da quel momento Ferencvaros ha controllato senza affanni, sfruttando i contropiedi concessi da una linea arretrata rossonera apparsa sempre meno.isfour.
I tentativi di reazione del Milan arrivano con i cambi operati a metà partita: Pulisic, Diego Moreira e Mario Gila entrano per dare solidità e spinta, ma la manovra resta sterile e priva di idee nitide. Il Ferencvaros, invece, ha gestito la partita senza correre rischi, limitandosi a chiudere gli spazi e ad approfittare di ogni errore avversario.
La serata lascia poche note positive, ma molte riflessioni per il Milan. Il risultato interno, arrivato a margine di una giornata di entusiasmo per il successo contro l’Inter, complica in modo significativo il cammino europeo dei rossoneri e mette a serio rischio la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Al triplice fischio, San Siro ha assistito a una contestazione forte contro una squadra che è apparsa spenta e priva di quel carattere che serve nelle grandi serate.
Analiticamente, la partita mette sul tavolo una questione di equilibrio tra turnover e continuità. Sei cambi in una competizione internazionale hanno rotto meccanismi e fiducia, esponendo una linea difensiva già fragile a ritmi elevati. L’altra certezza della serata è la necessità di ritrovare una gestione più coesa della manovra offensiva: quando il ritmo si abbassa, serve almeno compattezza e una fonte di initiativa capace di creare superiorità numerica o, quantomeno, serpenti dentro l’area avversaria.
In chiave sportiva, resta da chiedersi se il Milan abbia davvero trovato la quadra tra rotazioni e bisogno di una identità di gioco chiara. È legittimo cambiare rotazioni, ma la squadra deve continuare a esprimersi con una struttura riconoscibile, soprattutto inchiave europera. La strada resta lunga e non priva di ostacoli, ma la motivazione non manca: ora serve una reazione immediata nelle prossime uscite, per regalare ai tifosi una reazione di carattere, e per cercare di cambiare rotta nel contesto europeo.
