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Gattuso torna a Napoli da allenatore avversario: Lazio capolista con 28 punti visita il Maradona

Di Sabino Pardi7 Novembre 2026 - 19:143 ore fa 3 min di lettura
Gattuso torna a Napoli da allenatore avversario: Lazio capolista con 28 punti visita il Maradona

Gattuso torna a Napoli da Ringhiostar, ma questa volta non con la maglia azzurra: arriva da allenatore della Lazio capolista, la vera sorpresa di questo inizio di stagione. Secondo Angelo Forgione, su AreaNapoli.it, il ritorno al Maradona si presenta come una sortita simbolica, pronta a riaccendere i riflettori su una carriera in bilico tra alti e bassi. «Gattuso torna a Napoli da Ringhiostar», scrive l’autore, con una chiave di lettura che mette al centro sia la storia recente sia la capacità del tecnico di assecondare le aspettative di un pubblico molto esigente.

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La Lazio guidata da lui, infatti, sta macinando punti: è prima in classifica con 28 punti raccolti in dieci turni, un ruolino che parla chiaro di un campionato vissuto su ritmi alti. Il tabellino recita 9 vittorie e un solo pareggio, una media vincente che ha sorpreso critica e tifoseria, soprattutto considerando l’energia che ha portato in una stagione finora molto competitiva tra le prime. La lettura editoriale di Forgione ruota intorno a questa impellenza di costruire identità e risultati rapidi, elementi che hanno segnato ai tempi del suo Napoli.

Nel profilo che accompagna la sua analisi, Forgione richiama due momenti chiave della gestione Gattuso al Napoli: la fase di passaggio tra l’era Ancelotti e una nuova impronta tattica, e la stagione successiva che, nonostante la mancanza di pubblico per la pandemia, ha trovato il riconoscimento in una Coppa Italia di valore. «Io ricordo con piacere le panchine napoletane di Gattuso. Gli fu affidato un Napoli nel caos, come oggi, e sostituì nientepopodimeno che Ancelotti, esonerato poche ore dopo la netta vittoria per 4-0 contro il Genk, match che aveva garantito al Napoli la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Molto peggio il rendimento in campionato, con 21 punti in classifica in 15 giornate e un 7° posto (a pari punti con il Parma) a distanza di otto lunghezze dalla zona Champions».

E se quella stagione è ricordata per le difficoltà, Forgione insiste su un altro aspetto: «Alla fine di una stagione complicata anche dall’assenza dei tifosi sugli spalti per la pandemia, Gattuso riuscì a rimettere in piedi quel palazzo collassato su sé stesso vincendo una Coppa Italia di gran valore, battendo di fila Lazio, Inter e Juventus (ai rigori), cioè le prime tre della classifica in campionato, mostrando il reale valore di quella squadra». Un enunciato che richiama anche l’anno successivo, quando l’operazione Osimhen fu ritenuta decisiva per aprire una nuova fase, pur con i limiti personali del centravanti e la tensione di una stagione vissuta all’insegna della continuità.

Non è solo memoria: Forgione chiude la riflessione con una nota di riconoscimento al tecnico. «Riceverà gli applausi del Maradona, non tributarglieli sarebbe ingiusto», si legge nel penultimo passaggio. E se la Lazio di oggi è schiacciata dall’attenzione di una piazza sempre pronta a misurare la leadership di chi guida la squadra, Gattuso resta una figura capace di dare significato alla parola recupero: una squadra che non si arrende, un tecnico che lavora per migliorare, senza se e senza ma. In questo contesto, la paventata idea di un ritorno al Napoli resta, per i tifosi, una prospettiva da considerare con calma: la storia recente racconta di un tecnico capace di trasformare situazioni complesse in opportunità, e di un grande pubblico pronto a riconoscere chi ha scritto pagine importanti della stessa città.

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