Come riporta AreaNapoli.it, l’opinionista CBS Mike Grella ha acceso nuovamente la discussione sul Napoli, analizzando le recenti sconfitte contro Juventus e Porto tra Serie A e Champions League e contestando una gestione della manovra che non convince allo stesso modo agli occhi esterni.

Sul banco degli imputati, l’infortunio come alibi non regge: “Scott McTominay si è detto frustrato, dopo Porto-Napoli, e ha ricordato i tanti infortuni? Sì, ma credo che, se dovessimo analizzare costantemente gli infortuni di tutte le squadre, non avremmo più una trasmissione. Non avremmo più il calcio. Non avremmo più nulla, perché ogni squadra deve fare i conti con gli infortuni.” Una riflessione che Grella ha inserito nel contesto di una discussione sul valore della rosa e della preparazione atletica, affermando che le assenze fanno parte del professionismo e che si investe molto in medicina, prevenzione e profondità di organico. Tuttavia, non è questo il punto decisivo: “a Porto c’era Hojlund; eppure, McTominay non riusciva a stoppare un pallone”, ha sottolineato l’analista, evidenziando la difficoltà di controllo palla nei momenti chiave della trasferta-portoghese.

La seconda parte della chiacchierata di Grella riguarda la performance recente in casa della Juve e la lettura tattica del Napoli. L’esaminatore della CBS non ha celato le perplessità sulla filosofia di gioco della squadra azzurra: “Qualche giorno fa, in Italia, ho visto dal vivo la squadra di Allegri: un 5-3-2, o 5-4-1, che non ha fatto nulla. Non hanno attaccato, non hanno pressato, non hanno chiuso gli spazi, non hanno costruito trame di gioco e non sono mai stati pericolosi.” Parole dure, ma inserite nel quadro di una serie di prestazioni che, per Grella, mostrano una mancanza di mordente e una costruzione offensiva fragile.

Il tremolio del centrocampo è una delle ossessioni dell’opinionista; qui però arriva una nota di contesto: “Eppure, Anguissa… Eppure, a me quel centrocampo piace molto; ho sempre sostenuto che il trio di centrocampo del Napoli sia tra i migliori in Europa.” È, dunque, una critica doppia: da un lato l’apprezzamento per una fisionomia di qualità, dall’altro la sensazione che, in partita, quella qualità non si traduca in efficacia sufficiente. Eppure la stessa analisi non risparmia una macchia ben precisa: sul gol di Alajbegovic, Anguissa è descritto come “completamente svogliato. Si trova dieci metri davanti ad Alajbegovic, ma si limita a trotterellare, trotterellare… poi lascia che se ne occupi qualcun altro, un fantasma, e quello segna.” Paradossalmente, l’osservazione è coerente con l’imbarazzo generale: una squadra capace di possedere la palla e di muoverla con qualità, ma incapace di trasformarla in pericolo reale o in deviazione determinante del risultato.

In queste parole c’è una chiave di lettura: Napoli resta una squadra strutturalmente forte nel ruolo, capace di fluire in campo e di avere risorse in mezzo al campo, ma la qualità della lettura di gioco, la velocità delle transizioni e la profondità offensiva sembrano mancare quando gli avversari pretendono di chiudere gli spazi o di pressare alto con continuità. Grella non arriva a invoking di una crisi irreversibile, ma invita a rispondere con scelte tecniche diverse: una gestione più incisiva della fase offensiva, una gestione migliore delle ripartenze e una cura maggiore della verticalità, soprattutto quando gli avversari costringono la squadra a subire.

La questione, per ora, resta aperta: come farà il Napoli a bilanciare l’efficacia del proprio baricentro medio in mezzo al campo con una maggiore incisività offensiva? Spalletti dovrà pesare le indicazioni di chi guarda dall’esterno senza subire condanne aprioristiche, ma anche tenere conto di chi, come Grella, osserva e propone una lettura che potrebbe, se confermata dalle prossime uscite, suggerire interventi mirati nel modo di portare avanti la partita. Per ora, resta la sensazione di una fase di riflessione, condotta tra le note di una tattica che ha prodotto segnali contraddittori e che reclama una risposta concreta sui prossimi impegni.

Fonte originaria: AreaNapoli.it