La partita che contiene già in sé un pezzo di storia recente del Napoli si gioca domenica all’ora di pranzo al Maradona: Lazio avversario, undicesima giornata di Serie A, e una quota direnziante attenzione sul futuro immediato della squadra azzurra. Da diverse ore, sui social e tra i tifosi circola una tesi non traditionalista ma singolare: tifare per una sconfitta per rinvigorire la linea dirigenziale e tecnica. È la lettura provocatoria pubblicata da Maurizio Longhi su Areanapoli.it, una presa di posizione che intreccia rivendicazioni di sfiducia, memoria recente e una riflessione sull’eredità di Gennaro Gattuso. La pagina non è una smentita di ciò che è stato, né una certezza su ciò che accadrà, ma una voce che commenta la situazione con toni accesi e al tempo stesso nostalgici verso gli ultimi anni azzurri.
Secondo Longhi, proseguire con la stessa gestione potrebbe esporre il Napoli a un bivio determinante: una sconfitta contro la Lazio metterebbe sul tavolo la discussione sul futuro in panchina e potrebbe, a suo dire, offrire una via di uscita “per il bene della maglia”. La sua voce “fa male ammetterlo, ma se vogliamo il bene del nostro Napoli, oggi dobbiamo tifare per una sconfitta”. Non è solo una provocazione: è una lettura che collega la fase di flessione attuale a una necessità di rinnovamento tecnico. Il riferimento è chiaro: l’obiettivo stagionale, ossia l’accesso alle competizioni europee, passa anche da come viene gestita la guida tecnica in stretto contatto con pressioni e risultati.
Nella sua valutazione, Longhi non fa sconti sull’allenatore in carica. “Sapevamo tutti che con Allegri non avremmo potuto aspettarci chissà cosa, ma neanche il più pessimista avrebbe mai immaginato queste mortificazioni”, si legge nel commento. E, anche se la caduta di tono non è minima, resta una critica circoscritta al modo in cui certe sconfitte vengono affrontate in sala stampa: “questa sciagura di allenatore, dopo ogni sconfitta, si presenta pure in sala stampa tutto sorridente, dice che non è preoccupato, prende quattro gol dal Porto e parla di buona prestazione per 70’”. La cifra resta una critica all’atteggiamento percepito, non una condanna a priori: “Uno così va cacciato a calci, aggiungendo: ‘Vai a prendere per il culo altri tifosi, noi siamo il Napoli’.” E qui la pagina di Longhi si fa esordio di forte connotazione emotiva: è una chiamata a una riflessione collettiva sull’identità della squadra.
Ma il pezzo di Longhi non si limita al presente: c’è anche un inquadramento sentimentale e una memoria rispettosa verso chi ha contribuito a scrivere la storia recente del Napoli. Sul fronte tecnico, l’analisi richiama l’eco di Gennaro Gattuso: “Gli sono ancora grato.” Longhi ricorda come l’ex allenatore abbia dato una scossa all’ambiente, liberandolo da una situazione critica e facendo tornare a brillare una Coppa Italia conquistata contro la Juventus. “Ha rilevato macerie e ha vinto una Coppa Italia bellissima battendo in finale la Juve. Un trofeo per il quale gli sono ancora grato.” L’analisi non elude una nota amara: riguarda l’ultima partita di campionato contro il Verona, descritta come una macchia che pesa sull’intera gestione e sulla qualificazione Champions mancata: “Se gli azzurri avessero vinto avrebbero chiuso il campionato al secondo posto, pareggiando quella partita fu gettata alle ortiche una qualificazione Champions che sembrava cosa fatta.”
L’articolo resta ancorato ai fatti e ai nomi già presenti: Napoli-Lazio, quaranta/oquarante minuti di confronto che potrebbe determinare molto in chiave campionato, Gattuso come punto di riferimento storico per una parte del tifo, Allegri come bersaglio di una critica strabordante ma circoscritta all’opinione pubblicata. La proposta editoriale di Longhi è chiara e discussa, ma non pretende di imporre una verità: propone una lettura, una domanda aperta sul presente e sul futuro, verso una fase di stagione che continuerà a richiedere risposte precise dai protagonisti della squadra.
Fonte originaria: Areanapoli.it.