Un fronte interno che delimita i confini tra recriminazioni e responsabilità, dentro un Napoli finito in una settimana complicata. Francesco Montervino, storico capitano azzurro, è intervenuto per difendere Lorenzo Lucca dopo l’episodio in campo con De Bruyne durante la Champions League, offrendo una lettura che privilegia la contestualizzazione psicologica oltre la rabbia del momento. L’intervento arriva da Forza Napoli Sempre, la trasmissione di Radio Marte, con la sintesi che, secondo AreaNapoli.it, mostra come una giornata rovente possa aprire una riflessione utile per tutto l’ambiente partenopeo.

Sfogo e prospettive: le parole che accompagnano l’opinione di Montervino hanno una chiara linea di lettura. “Credo che quanto accaduto ieri in Champions League possa essere la pietra che ha rotto il vaso; quel varo che ora potrebbero iniziare ad aggiustare. Come giudico la reazione di Lucca con De Bruyne? Manca solamente che la gente lo sevizi, poi gli ha fatto di tutti. Ci sta avere uno sfogo, anche se con un compagno rappresentativo. La domanda è: che momento psicologico sta vivendo Lucca, adesso? Giusto dargli ancora delle chance? Oggi è l’unico che può sostituire Hojlund, ma è altrettanto vero che se accantoni del tutto un ragazzo pagato 35 milioni, hai una grande perdita economica. Forse bisogna avere la forza di prendere una decisione. A me, quanto successo ieri piace. Il Napoli viveva in un limbo in cui non sapevi cosa stesse succedendo”. Una critica che non vuole cancellare lo sfogo, ma incanalarlo in chiave tecnica e gestionale, sottolineando quanto possa pesare l’equilibrio economico e sportivo, soprattutto in un momento di scorribolze legate agli impegni europei e al rendimento di un reparto offensivo inedito rispetto al passato recente.

La seconda tessera del mosaico arriva sul fronte tecnico-dirigenziale: “Allegri esonerato? Non c’è allenatore che non regga, se non ha la fiducia totale della società. Se Allegri mi sta deludendo? Indubbiamente ieri, per la prima volta, l’ho visto in difficoltà. Anche nella comunicazione post-partita. Io sono per un calcio diverso, però non possiamo far passare un allenatore di uno spessore così importante per un ‘bollito’. È chiaro che mi aspetto molto di più da una persona come lui. Sotto il punto di vista tecnico, la difficoltà c’è perché condizionata da tanti infortuni e un equivoco tattico, perché avresti le esigenze di giocare in un determinato modo, però hai in rosa dei calciatori da valorizzare e tu, per il bene del club, tenti di non depauperare certi investimenti”. È una lettura che mette sul tavolo le fragilità quotidiane di una gestione tecnica ingessata dalle circostanze, senza smantellare il profilo di chi guida la squadra, ma richiedendo coerenza e decisioni condivise con la società.

Infine, il capitolo grande pubblico, quello che cambia la percezione dei prossimi impegni: “Napoli può battere la Lazio? Hai voglia! Tra le due c’è un gap di entusiasmo, ma io sono contento di quanto è successo tra i calciatori in Champions. Adesso i giocatori vanno sul banco degli imputati: sono usciti allo scoperto, si è capito che un problema esiste anche all’interno dello spogliatoio, dove manca l’unità. Alla luce di quanto detto ieri, nella testa dei tifosi le cose cambiano: c’è una eversione diversa delle cose, e ora tutti lo sanno. Ognuno è uscito allo scoperto”. Le sue parole dipingono una fotografia di squadra che non è solo talento, ma anche dinamiche interne, fiducia reciproca e una volontà di ripartire con chiarezza.

Il contesto resta quello di una stagione ancora in sviluppo, con Lucca in campo come alternativa credibile a Hojlund, e con la necessità di ritrovare compattezza morale e tecnica. La partita contro la Lazio diventa non solo una tappa di campionato, ma un banco di prova per la gestione del gruppo, per la capacità di trasformare lo sfogo in crescita e per la responsabilità collettiva di evitare che le tensioni si trasformino in ostacoli concreti al cammino stagionale.