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Napoli-Lazio, pareggio al Maradona: Lazzari elogia Gattuso come fenomeno e celebra la crescita della Lazio

Di Sabino Pardi8 Novembre 2026 - 21:2710 minuti fa 4 min di lettura
Napoli-Lazio, pareggio al Maradona: Lazzari elogia Gattuso come fenomeno e celebra la crescita della Lazio

Un punto sul prato del Maradona lascia sensazioni contrastanti, ma conferma una tendenza: la Lazio può misurarsi con chiunque in questo campionato. Secondo areanapoli.it, il bilancio del match contro il Napoli passa attraverso un primo tempo di grande livello, seguito da una reazione dei partenopei nella ripresa che ha rallentato solo nel finale grazie ai cambi. In sala stampa Manuel Lazzari ha sintetizzato la serata con un giudizio che guarda oltre il risultato: rammarico per non aver vinto, ma fiducia in una squadra destinata a crescere.

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Nel primo tempo la Lazio ha saputo imporre il proprio ritmo, creando occasioni e trovando il vantaggio. Ai microfoni di Sky Sport, l’esterno biancoceleste ha toccato un punto delicato della serata: «Bicchiera mezzo pieno o mezzo vuoto? Siamo passati in vantaggio e abbiamo avuto le occasioni per fare altri gol, quindi c’è un po’ di rammarico. Nel primo tempo abbiamo giocato molto bene: sullo 0-2 sarebbe stata un’altra partita. Poi nel secondo tempo il Napoli è cresciuto e ha fatto 20-25 minuti di grande calcio, ma verso il finale con i cambi abbiamo ritrovato freschezza. Stiamo facendo qualcosa di eccezionale, ma non dobbiamo mollare, altrimenti rischiamo di diventare una squadra normale». Parole che raccontano una Lazio che ha saputo porsi in partita al cospetto di un Napoli dinamico e offensivo, capace di allungare i tempi anche contro una difesa tranquilla all’inizio.

Lazzari ha poi allargato lo sguardo al contesto tecnico e tattico, soffermandosi sull’impatto del tecnico: «Come ha detto il mister alla squadra dopo la partita – ha rivelato il numero 29 capitolino – dobbiamo essere orgogliosi di quello che stiamo facendo. Veniamo da 9 vittorie e 2 pareggi, Sono qui da 8 anni, ho visto tanti mister, ma Gattuso sin dal primo giorno è stato eccezionale. Ha proposto un calcio molto diverso da quello di Sarri.» Un passaggio che mette in luce non solo la fiducia nel lavoro dell’allenatore, ma anche la sua capacità di innovare e di stimolare una rosa che resta ambiziosa.

E ancora: la fiducia nell’allenatore emerge con una forza ulteriore nel quadro del gruppo. «Gattuso fin qui è stato un fenomeno. Ha portato allegria, gioia, voglia di essere protagonisti e di attaccare. Ha portato tante idee nuove e tutti i giocatori, sia chi gioca sia chi gioca meno, sono felici di allenarsi ogni giorno. Il mister ha creato un gran gruppo, dobbiamo solo continuare a seguirlo», ha chiosato Lazzari. Parole che dipingono una Lazio che privilegia la continuità del lavoro e la coesione come chiavi della restante stagione.

In campo, il gap tra un primo tempo dominato e una ripresa in cui il Napoli ha alzato i ritmi ha segnato i contorni di una partita tesa, vissuta su un filo. La Lazio ha mostrato ordine, rapidità in transizione e una compattezza apparsa quasi utile per reggere l’urto di un avversario capace di accelerare. Allo stesso tempo, la performance del Napoli – capace di riaprire la partita e di mettere pressione con la qualità della manovra – ha evidenziato una realtà di crescita continua: la squadra di Spalletti ha insistito sul controllo del gioco e sulla capacità di cambiare marcia in corsa.

Il messaggio che emerge è chiaro: la Lazio non è una squadra che si piega agli eventi, ma un club capace di leggere le partite, adattarsi agli avversari e consegnare prestazioni competitive a prescindere dal punteggio. Il processo avviato da Gattuso, segnato da un mix di intensità, ritmo e una filosofia offensiva, sembra in grado di dare continuità ai risultati e di dare fiducia agli interpreti: un gruppo che, come sottolinea l’esterno capitolino, è chiamato a proseguire su questa strada senza concedere nulla alle difficoltà che inevitabilmente si presenteranno.

In ottica calendario, la Lazio resta una pretendente credibile nelle gare casalinghe e in trasferta, dove la gestione del momento e la capacità di rimanere fedeli al proprio pensiero tattico saranno decisive. Con un ruolino di nove vittorie e due pareggi, la squadra di Gattuso ha mostrato di avere un’anima e una mentalità che possono trasformare la stagione in una pagina interessante da raccontare, partita dopo partita. E se la contestualizzazione tecnica resta una componente identitaria, l’assetto dello spogliatoio – che Lazzari descrive come un “gran gruppo” – è forse la risorsa più preziosa per trasformare i singoli in una squadra capace di stare ai vertici.

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