Diego Armando Maradona junior, allenatore, ha analizzato il difficile momento del Napoli durante Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero, nel mezzo della crisi che coinvolge la squadra di Allegri in vista della partita contro la capolista Lazio guidata dall’ex Gennaro Gattuso. Secondo Areanapoli.it, l’intervento del figlio del Pibe sembrava mirato a mettere in luce una serie di segnali che potrebbero spiegare alcune impennate negative sul piano mentale e collettivo.
La lettura di Maradona jr è sharpenata dall’immagine di una squadra per certi versi smarrita rispetto a un obiettivo comune. “La sensazione è quella di non avere un obiettivo comune, che ognuno sia un’entità a sé. Non vedo questa unione e la voglia di arrivare a un obiettivo tutti insieme e su questo ha responsabilità l’allenatore, però si è sempre parlato di un gruppo bello, unito, però poi vedo che questa cosa si è sfaldata”, ha detto il tecnico. E, entrando nel dettaglio delle ultime uscite, ha messo in evidenza criticità concrete: “Il Napoli contro il Porto ha preso il primo gol dopo pochi minuti perdendosi il giocatore più pericoloso in area. Nella seconda rete c’è troppa distanza tra i difensori, poi il 3-1 è arrivato con un’altra disattenzione su calcio d’angolo. Tutto ciò dimostra che la squadra non c’è con il cervello dentro la partita.” Ma non è solo una questione di singoli episodi: “C’è una frase di Politano che ci fa capire la situazione mentale della squadra. Lui ha detto che una cosa è perdere 2-1 e un’altra è prenderne quattro. Ed è tristissima. E la cosa ancora più triste è che ha ragione.”
La seconda parte dell’analisi di Maradona jr affronta il tema mercato: “I numeri nel calcio danno al massimo un 20% di quello che succede dentro al campo. Io mi chiedo perché si faccia così tanta fatica ad ammettere una cosa naturale: è finito un ciclo. Ed è una cosa normalissima.” Poi entra nel dettaglio delle operazioni tentate dal club: “Non è vero che la società non ha capito, perché ha provato a togliersi dei giocatori e non c’è riuscito. So per certo che il Napoli ha provato a togliersi 4-5 calciatori e non c’è riuscito.” E passando a dati concreti di mercato, rivela un episodio ritenuto significativo: “Il Napoli ha ricevuto un’offerta di 16 milioni per Noa Lang e non l’ha dato via.” Un elemento che, a giudizio dell’ex giocatore, mostra come la gestione del gruppo e le scelte di investimento siano state al centro di un dibattito acceso su cosa servisse realmente per crescere. “Se un allenatore come Conte dice dopo quattro mesi che certi giocatori non sono adatti per certi obiettivi, vuol dire che poi il club è tornato indietro.”
Maradona jr propone anche spunti tattici e speculative di prospettiva: “Penso che De Bruyne possa essere sfruttato da regista con la Lazio, che lascia tanti spazi e la sua qualità può portare dei benefici.” E una consolazione in chiave di sviluppo: “Mi piacerebbe vedere più Vergara che Giovane vicino a Hojlund, perché tende di più a buttarsi nello spazio.” Sono riflessioni prettamente tecniche, nate dall’osservazione della squadra e dalla lettura di ciò che la formazione ha mostrato nelle ultime uscite, ma restano opinioni di un osservatore privilegiato.
L’intervento di Maradona jr non tenta di colpire solo una parte della tifoseria: è un richiamo alla necessità di ritrovarsi come gruppo e di ridefinire obiettivi nella totale trasparenza. L’immediato futuro del Napoli passa dall’equilibrio tra mercato, gestione dello spogliatoio e intensità in campo. Domenica, davanti alla Lazio capolista, la verifica sarà soprattutto di carattere e di coesione: se la squadra ritroverà lucidità, potrebbe trasformare una fase di tensione in una reazione, oppure confermare quanto evidenziato dall’osservatore esterno, tra proclami e dubbi, su una stagione che, per certi versi, sta ancora vivendo una fase di consolidamento.
