Napoli vivi una gelata di fine stagione che arriva anche dall’Europa: la sconfitta 4-1 contro Porto incalza sulle statistiche e alimenta la riflessione sul momento della squadra. In conferenza stampa, Massimiliano Allegri ha preso la parola per mettere un punto fermo: non è nel suo stile accusare i giocatori. “Brutto momento, ma non accusiamo i giocatori!” ha detto, cercando di tranquillizzare ambienti e tifoseria, pur senza dribblare la realtà dello stop europeo.
Secondo Areanapoli.it, il tecnico ha dipinto una fotografia ricca di segnali contraddittori: da una parte una partita che per tre quarti ha avuto contenuti positivi, dall’altra una disfatta netta che complica la stagione tra campionato e Champions. “Sicuramente è un brutto momento della stagione. In campionato siamo in ritardo e in Champions League abbiamo perso tre partite su quattro. Bisogna continuare a lavorare. La squadra ha fatto una buona partita per 70 minuti, ma siamo a corto di uomini. Le partite di Champions League cambiano negli ultimi venti minuti. Dal 65′ abbiamo avuto anche l’occasione della traversa, poi perdere 4-1 fa male a tutti. Bisogna però essere consapevoli della realtà delle cose, che tutti conoscono. Parlare di una brutta pagina del Napoli e accusare i giocatori non serve a niente. Bisogna soltanto lavorare e stare zitti, con la stessa determinazione che i ragazzi hanno messo in campo oggi, finché hanno retto.” Una lettura che contiene critica costruttiva e un appello all’unità.
La conseguenza immediata è la risonanza della sosta per la Lazio. Allegri non fa promesse sonore: “Dopo la Lazio ci sarà la sosta, rientreranno alcuni giocatori e allora vedremo. Accusare i calciatori non è nel mio carattere e nel mio stile. Per quello che hanno fatto oggi i ragazzi, considerando le condizioni in cui siamo, non posso rimproverare loro nulla. Gli errori sono errori, ma la volontà ce l’hanno messa tutta in campo.” È l’enunciato chiave di una gestione che privilegia la fiducia e l’analisi della situazione concreta, pur rinviando a una finestra temporale prossima l’individuazione di soluzioni definitive.
La partita ha raccontato anche i dettagli tecnici che hanno pesato sull’esito. Allegri ha riconosciuto che la squadra è stata “a corto di uomini” e che, non avendo i terzini a disposizione, la potenza offensiva avversaria ha trovano vie di accesso diverse. La gestione delle palle inattive è stata un altro punto doloroso: nel primo tempo i movimenti difensivi si sono inceppati, con Vergara e McTominay che hanno invertito le posizioni sui calci piazzati, e sul secondo gol la squadra è apparsa meno lucida di fronte all’azione avversaria. “Siamo stati negligenti in occasione del secondo gol, ma fino a quel momento i difensori avevano disputato un’ottima partita. In quella situazione siamo stati poco lucidi e abbiamo lasciato solo l’avversario,” ha aggiunto, offrendo una lettura prudente ma chiara degli errori che hanno pesato sul punteggio.
Se si guarda al futuro immediato, la chiave è in quella finestra di sosta che, per Allegri, rappresenta un’occasione per riallineare condizioni fisiche e dinamiche di reparto: rientreranno giocatori che hanno trovato poco spazio fin qui e ci si aspetta una reazione più organica. La soluzione, però, non passa per proclami: “La squadra per 70 minuti ha disputato una buona partita, mettendo in campo grande voglia. Avevamo soltanto la possibilità di andare a prenderli a tutto campo, non avendo i terzini a disposizione. Poi, sul 2-1, siamo crollati. Bisogna però restare sempre in partita, perché le gare si possono riaprire. Dopo la sosta rientreranno dei giocatori, ma sulla prestazione di questa sera non ho nulla da rimproverare ai ragazzi,” ha concluso, offrendo una presa d’atto lucida e una fiducia che resta condizionata ai prossimi risultati.
Cosa resta in vista? La Lazio, una missione che sancirà se Napoli saprà ritrovare equilibrio e compattezza oppure se continuerà a convivere con una serie di inciampi che hanno caratterizzato questa stagione. Allegri non promette rivoluzioni all’istante, ma almeno indica una linea: lavorare, guardare avanti e cercare di sfruttare la sosta per recuperare chi è stato a riposo o infortunato, senza trasformare i problemi in capri espiatori. Il tempo della verità arriverà a breve, e con essa la conferma che questa Napoli può crescere senza smarrire i cardini della sua identità: gruppo, coraggio e una base tecnica che resta l’elemento su cui costruire la risalita.
