Domani il Napoli di Allegri affronta il Porto allo Do Dragao, una vigilia che, secondo AreaNapoli.it, la narrazione dominante descrive come surreale. La squadra azzurra, totalmente incerottata, arriva dall’ultima sconfitta casalinga contro la Juventus e cerca una reazione che possa ridare fiducia prima dell’impegno europeo. In queste ore, la realtà descritta dal contesto e dai rappresentanti dell’ambiente pare restituire una fotografia di assenze pesanti e dubbi, capaci di influire sull’equilibrio tattico e morale della squadra.

La lettura fornita da Enrico Varriale sui suoi canali social è netta e volutamente provocatoria: «La surreale vigilia di Porto-Napoli che a leggere la narrazione dominante sembra la cronaca di un disastro annunciato con il Napoli che si presenterà al Do Dragao con soli 13 giocatori di movimento arruolabili offre le risposte rivelatrici a 3 domande». Parole che vanno lette come spunto di discussione su come la squadra arriva a questa sfida, quali problemi emergono e quale possa essere la chiave per cambiare rotta in fretta.

Un altro elemento chiave emerso nel confronto è la gestione tecnica e la scelta di chi guida il club. «Perché De Laurentiis ha scelto Allegri?» Si legge nelle riflessioni riportate dall’autore: «Al netto del fatto che il presidente considerava la rosa più forte di quella che è (vedi conferenza stampa del commiato di Conte), Allegri rappresenta il miglior parafulmine possibile per un club in evidente involuzione economica, di programmi e prospettive. Per una parte cospicua della critica nazionale e locale il tecnico livornese è infatti da anni un’autentica ossessione. Come ribadito più volte, non sono un grande estimatore di Max, ma attribuirgli tutte le colpe del calcio italiano è solamente ridicolo». È una cornice che, in chiave editoriale, serve a collocare il punto di vista dell’ex allenatore come spalla assorbente di una fase d’impasse.

La conversazione prosegue con un’analisi delle responsabilità attribuite da Varriale a Allegri in questo momento difficile: «Quali sono allora le responsabilità di Allegri nel momento disastroso del Napoli? Se si fa un’analisi seria e non prevenuta Allegri ha tre grandi colpe: aver avallato, almeno pubblicamente il non mercato di ADL, aver svolto una preparazione inadeguata, visto che la squadra cede sempre nel finale, forse per venire incontro ai calciatori “stressati” dai duri allenamenti di Conte, e infine di non essere riuscito a creare un gruppo coeso sia moralmente che tatticamente». Una lettura che, pur presentando una valutazione critica, distingue puramente tra analisi e opinione e resta ancorata ai fatti emersi sul campo e nelle dichiarazioni disponibili.

Non manca un accenno al confronto diretto con la gestione dell’anno scorso: «E questa mi sembra la responsabilità maggiore sempre guardando a quanto accaduto lo scorso anno. Conte dopo aver detto a Bologna “di non voler accompagnare il morto” era riuscito, scuotendo la squadra, a ricompattarla chiudendo con dignità e buoni risultati la stagione grazie anche a accorgimenti tattici continui che erano riusciti a mitigare l’epidemia di infortuni. Di questo almeno finora non c’è traccia nel lavoro di Allegri a Castelvolturno e senza un colpo d’ala la situazione va sempre più verso un inevitabile Azzurro tenebra».

In vista del Porto-Napoli si resta in ascolto di come la squadra reagirà a questa lettura e a queste condizioni. Il match rappresenta un banco di prova importante: servono risposte immediatamente efficaci sul piano tecnico, ma anche una ricomposizione del gruppo capace di dare continuità, fisica e mentale, in un periodo di stagione già decisamente complesso. Per i tifosi napoletani, la domanda è chiara: quale Napoli si presenterà domani a Porto e quanto tempo servirà per virare da una vigilia “surreale” a una pagina di riscatto concreto?

Fonte originaria: AreaNapoli.it